Pubblicato: Gio, Dicembre 05, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Rapporto OCSE Pisa, gli studenti italiani bocciati in lettura

Rapporto OCSE Pisa, gli studenti italiani bocciati in lettura

Se le competenze in lettura dei 15enni italiani restano stabili nel lungo periodo, diminuiscono rispetto ad alcuni cicli Pisa (Programma per la valutazione internazionale dello studente): il punteggio in lettura del 2018 non si discosta in modo significativo da quello dell'ultima rilevazione Pisa, mentre peggiora rispetto al ciclo del 2000 (-11 punti) e al 2009 (-10 punti), ma anche rispetto al ciclo del 2012 (-13 punti).

Gli studenti italiani hanno ottenuto un punteggio medio nelle prove PISA di matematica in linea con la media dei paesi OCSE (Italia 487 contro OCSE 489). Pisa è un'indagine internazionale promossa dall'Ocse, con cadenza triennale. Il primo ciclo si è svolto nel 2000 e quello attuale è il settimo. Nei licei troviamo la percentuale più elevata di studenti che raggiungono i livelli più alti, definiti come top performer: sono il 9% contro il 2% dei tecnici.

Le ragazze vanno meglio dei ragazzi in tutte le macro-aree geografiche del nostro paese, con differenze di punteggio che vanno dai 19 punti del Nord Ovest ai 35 del Sud Isole.

Se con la lettura c'è uno scenario preoccupante, per gli studenti italiani una boccata d'ossigeno arriva dalla matematica. In Italia si confermano i divari territoriali: gli alunni del Nord in lettura hanno riportato i risultati migliori (498 punti nel Nord Ovest e 501 nel Nord Est), mentre i coetanei del Sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (453 punti nel Sud, 439 nelle Isole) e i quindicenni del Centro si piazzano a metà con un punteggio medio di 484 punti. In generale, uno studente su 4 non raggiunge il livello base di competenza in matematica sia in Italia che nei Paesi Ocse.

Per non parlare delle differenze di genere evidenziate dal fatto che tra le ragazze con ottimi risultati in matematica e scienze, solo una su otto si immagina al lavoro in un settore affine, a differenza dei maschi che, con una media di 1 su 4, si immaginano ingegneri o scienziati entro i 30 anni.

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Sono particolarmente allarmanti i dati sulle differenze territoriali, con il doppio degli studenti che, al sud, non raggiunge le competenze minime in matematica rispetto ai coetanei del nord.

Forti anche le differenze anche fra tipologie di scuola frequentate dagli studenti: i ragazzi dei Licei ottengono i risultati migliori (521), seguono quelli degli Istituti tecnici (458) e, infine, quelli degli Istituti professionali (395) e della Formazione professionale (404).

Purtroppo si è anche notato che a parità di competenze, i ragazzi provenienti da contesti svantaggiati socialmente hanno maggiori difficoltà a progettare e anche solo immaginare il proprio futuro, e sono meno propensi a desiderare un titolo di studio superiore al diploma.

Divari ancora più ampi si osservano tra le diverse tipologie di istruzione. Negli Istituti tecnici la percentuale di top performer scende al 2%, mentre il 27% degli studenti non raggiunge il livello 2; livello non raggiunto da almeno il 50% degli studenti degli Istituti professionali e della Formazione professionale.

Per quanto riguarda la lettura, gli studenti italiani riescono a comprendere, valutare e riflettere meglio che a individuare informazioni. Per quanto riguarda invece le sotto-scale relative alla fonte, gli studenti italiani ottengono risultati più elevati nei testi multipli (481) piuttosto che in quelli singoli.

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