Pubblicato: Mer, Novembre 06, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Messico, strage di mormoni: uccise 12 persone

Messico, strage di mormoni: uccise 12 persone

Non è ancora chiaro se le vittime siano state deliberatamente eliminate, dopo le minacce ricevute negli scorsi mesi, o siano state uccise per errore in una zona teatro di feroci scontri tra narcotrafficanti e criminali di ogni genere.

Le altre tre vittime sono Dawna Langford e due dei suoi figli: Rogan, tre anni, e Trevor, di 11 anni. Nel mirino dei narcos messicani le famiglie mormone: oggi arrivano notizie davvero sconvolgenti che riguardano la strage di donne e bambini che sono stati bruciati vivi.

Messico: sono state due le famiglie sterminate negli Stati Uniti.

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Il massacro è avvenuto a Rancho de la Mora, dove il gruppo - che viaggiava in automobile - è stato colto in un'imboscata. Si tratta di una comunità costituita dai discendenti dei mormoni fuggiti dagli Stati Uniti nel XIX secolo, dopo essere stati perseguitati per le loro tradizioni, tra cui la poligamia. I membri sono noti per aver resistito alle bande locali di droga e per aver parlato degli alti livelli di violenza dei cartelli. Gli altri otto sono sopravvissuti, tra cui un 13enne che ha corso per chilometri per chiedere aiuto; un bambino di sette anni è stato colpito al volto e uno di 10 mesi è stato raggiunto da almeno un proiettile. Il fratello di Julian Lebaron, Benjamin, fu assassinato nel 2009 per aver fondato un gruppo di lotta al crimine chiamato Sos Chihuahua. Le vittime viaggiavano in auto quando sono state colte in un'imboscata da uomini armati.

I governi di Chihuahua e Sonora hanno rilasciato una dichiarazione congiunta affermando che è stata avviata un'indagine e che ulteriori forze di sicurezza sono state inviate nell'area. Poco più avanti altre due auto, al loro interno i cadaveri di altre due donne e due bambini. Alcuni di loro, proprio per questo, godono di una doppia cittadinanza, quella messicana e quella americana. Mentre altri cinque o sei ragazzini sarebbero riusciti a sfuggire alla furia omicida nascondendosi tra la vegetazione del bosco. L'escalation è stata al centro di alcune esternazioni del presidente americano, Donald Trump: "È tempo per il Messico, con l'aiuto degli Stati Uniti, di ingaggiare una guerra contro i cartelli della droga - ha twittato Trump, che ha aggiunto: "Aspettiamo solo una telefonata dal vostro nuovo grande presidente".

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