Pubblicato: Lun, Ottobre 14, 2019
Sportivo | Di Concetto Furlan

M5S in cerca di coesione. Ma resta il nodo Pd

M5S in cerca di coesione. Ma resta il nodo Pd

Così esordisce il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio nel suo discorso di chiusura dell'edizione di Italia 5 Stelle del decennale del MoVimento 5 Stelle. Priorità riemerse anche dal palco di Napoli.

Di Maio di fronte alla prospettiva di un'alleanza strutturale evocata da Nicola Zingaretti, si mantiene prudente: "All'ordine del giorno non c'è un patto né regionale né nazionale con il Pd". Adesso abbiamo da realizzare la riforma della giustizia, abbiamo da abbassare le tasse nella legge di bilancio.

Di Maio ha anche detto: "Dobbiamo fare una grande riforma del titolo quinto della Costituzione". "Per noi non c'è l'obbligo di presentare liste ma c'è l'obbligo di presentare i migliori candidati possibili", ha sottolineato. "Noi non proponiamo alleanze regionali con il Pd, noi al massimo proporremo altri patti civili, per liberare le Regioni dalle correnti, dai partiti".

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Di fatto sono passati dieci anni dal raduno del movimento a teatro Smeraldo a Milano, dove, come oggi, erano presenti Beppe Grillo, Casaleggio e Roberto Fico.

"Questo massacro che sta accadendo ha visto la morte di un'attivista del Partito del futuro siriano, la vorrei salutare con un applauso per quello che ha fatto". Se il Conte 2 esiste, del resto, è solo grazie all'ostinazione di Grillo, che nei giorni convulsi della crisi di governo si è inserito nelle trattative tra segreterie mettendo sul piatto una sola condizione: lasciare a Palazzo Chigi il presidente uscente, promosso nell'olimpo degli "elevati" per l'occasione. Parliamo di temi seri.

Ma il clima a Napoli continua a restare caldissimo. Certamente non la indossa Di Maio nella foto che pubblica oggi, mentre l'auto appare marciare (dal finestrino si può chiaramente notare il paesaggio sfocato e la linea del guardrail). La situazione è rapidamente degenerata e agenti della Digos hanno provveduto ad allontanare Raggi e a tenere a distanza un reporter delle Iene, contro il quale si è maggiormente concentrata l'ira dei militanti che gli hanno urlato "vai via" e "venduto". L'effetto è stata un'emorragia di voti, aggravata dalla grottesca accusa ai grillini di essere diventati avidi poltronari, enfatizzando all'inverosimile i casi di qualche portavoce che ha scelto strade diverse dal Movimento.

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