Pubblicato: Gio, Ottobre 10, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Siria, cortei di protesta al confine contro l'offensiva turca

Siria, cortei di protesta al confine contro l'offensiva turca

La Turchia ha annunciato di invadere la Siria dopo il ritiro delle truppe americane il 7 ottobre.

Le milizie curde Ypg hanno rivolto un accorato appello alla comunità internazionale ricordando l'impegno e le migliaia di martiri lasciate sul terreno durante la guerra all'Isis. Spero che qualsiasi iniziativa intrapresa dalla Turchia nel nord della Siria sia proporzionata e misurata.

La minaccia degli estremisti islamici nella zona resta e l'attacco turco rischia di comprometterne la sicurezza. Nella città di confine vivono circa 70mila persone. La fonte ha concluso affermando che la Siria ricorda che nel caso in cui Erdogan insista nel lanciare la sua aggressione, si classificherà tra le reti terroristiche e le bande armate e perderà categoricamente la posizione di garante dell'operazione Astana, quindi un duro colpo per l'intero processo politico.

Diverse esplosioni si sono verificate nella regione di Ras al-Ayn.

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Violenta in questi tre paesi è stata la repressione nei loro confronti.

Gli amici dei curdi, spiega il fumettista Rech, "sono le montagne, non sono quasi mai gli Stati".

Proprio questi ultimi sarebbero stati "traditi" dalla Casa Bianca, che si sarebbe avvalsa del loro supporto per arginare l'Isis per poi "scaricarli", si trovano a fronteggiare l'avanzata dell'esercito turco, deciso a prendere il controllo, oltre che delle aree ancora in mano al Califfato, anche delle zone conquistate dagli stessi curdi nel corso della guerra contro lo Stato islamico. Quelli che fanno i trumpiani in Italia a maggior ragione non hanno in mente grandi temi specifici, hanno come bersaglio la professoressa delle medie che legge l'Espresso.

Condanna dai vertici dell'Unione europea, dall'ex presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker al presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che si è dichiarato "molto preoccupato" e contrario "a qualsiasi azione unilaterale della Turchia che metterebbe a rischio la pace e arreca ulteriori sofferenze alla popolazione civile già martoriata da anni di violenze e di sofferenze". "La Turchia non è un Paese che agisce sotto minaccia", ha detto il vicepresidente turco, Fuat Oktay, riferendosi alle parole di Donald Trump su eventuali shock all'economia turca in caso il governo di Erdogan superi "i limiti" nell'imminente operazione militare contro le milizie curde dell'Ypg nel nord-est della Siria.

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