Pubblicato: Gio, Ottobre 10, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Ergastolo ostativo, la Cedu: "L’Italia riveda la legge"

Ergastolo ostativo, la Cedu:

Nella sentenza la Corte non dice che Viola deve essere liberato, ma che l'Italia deve cambiare la legge sull'ergastolo ostativo in modo che la collaborazione con la giustizia del condonato non sia l'unico elemento che gli impedisce di non avere sconti di pena."Credo che questa sia stata una disposizione che nel nostro ordinamento e' alla base di un contrasto effettivo alle mafie".

La Gran Chambre della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (che è espressione del Consiglio d'Europea e non dell'Unione Europea) ha respinto il ricorso dell'Italia contro la sentenza che aveva bocciato l'ergastolo ostativo.

Questo è quanto stabilito dalla Corte di Strasburgo. Proprio come dimostra il caso specifico affrontato il 13 giugno e la decisione presa dalla Corte e contestata dall'Italia. La legge italiana, all'articolo 4 bis dell'ordinamento penitenziario, prevede che per accedere a permessi premio o misure alternative al carcere i reclusi per quei reati debbano prima collaborare con i magistrati, confessando le proprie responsabilità e contribuendo alle indagini nei confronti di altri. Eppure, i vari procuratori (anche emeriti) che hanno preso cosi' la parola dovrebbero sapere che l'articolo 3 della Cedu è una delle sole quattro norme che non ammettono eccezione o sospensione, nemmeno in uno Stato di guerra. Secondo Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte Costituzionale, non si tratta di una sconfitta per la giustizia: "È una sentenza che c'era già stata a giugno scorso e questa è solo una conferma, dovevamo aspettarcelo". Luigi Di Maio ha appena scritto su Facebook: "Oggi la Corte di Strasburgo ci dice che l'ergastolo ostativo viola i diritti umani e che dovremmo riformarla". "Non condividiamo" la decisione della Cedu e "faremo valere in tutte le sedi le ragioni del governo italiano e le ragioni di una scelta che lo Stato ha fatto, tanti anni fa, stabilendo che una persona può accedere anche ai benefici, a condizione però che collabori con la giustizia". Quindi, al contrario di quanto affermato dal governo, la decisione se collaborare o meno, non è totalmente libera. I giudici di Strasburgo ritengono che "la non collaborazione" non implica necessariamente che il condannato non si sia pentito dei suoi atti, che sia ancora in contatto con le organizzazioni criminali, e che costituisca quindi un pericolo per la società.

More news: L'Italia si tinge di... verde: ecco la nuova maglia della Nazionale

Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ha definito il caso come una "notizia triste per chi crede che le mafie vadano combattute con determinazione". Non comprendono la virulenza, la rilevanza, di questi soggetti. Il caso su cui la Corte si è pronunciata è quello di Marcello Viola, in carcere dall'inizio degli anni '90 anni per associazione mafiosa, omicidio, rapimento e detenzione d'armi. Tutti loro hanno ricordato proprio come le mafie, sin dal principio, si siano sempre opposte all'ergastolo e che lo stesso Totò Riina aveva inserito nel cosiddetto "papello" (l'elenco di richieste presentato allo Stato per interrompere la campagna stragista) proprio l'abolizione dell'ergastolo e del carcere duro. "Lo Stato combatte contro il tritolo lanciando margherite". Paghi, punto. Qui piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? Qui in Italia abbiamo visto i corpi senza vita, abbiamo sentito esplodere le bombe, abbiamo ricevuto minacce e ancora oggi ci sono centinaia di imprenditori onesti che ne ricevono. "Non esiste". Morra ha quindi concluso: "Qui si è offesa la memoria di uomini come Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri".

La seconda ragione "è che il 22 ottobre, la Corte Costituzionale si pronuncerà su due questioni di legittimità riguardanti l'articolo 4-bis, comma I, dell'ordinamento penitenziario, che introduce il regime ostativo applicato all'ergastolo. Diversamente i molti ricorsi siamesi pendenti a Strasburgo e promossi da altri ergastolani ostativi saranno certamente accolti e l'Italia subira' ripetute condanne per non avere adempiuto all'obbligo di rispettare una delle norme chiave della Cedu".

Come questo: