Pubblicato: Sab, Agosto 24, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Chef italiano morto a New York: chi era Andrea Zamperoni

Chef italiano morto a New York: chi era Andrea Zamperoni

Andrea Zamperoni, lo chef italiano di Cipriani Dolci, è stato trovato morto. Il fratello di Zamperoni, anche lui chef di Cipriani a Londra, e' volato a New York per l'identificazione della salma. Perché questa era una famiglia d'oro. Zamperoni, 33 anni, originario di Zorlesco, frazione di Casalpusterlengo in provincia di Lodi, è stato visto l'ultima volta sabato sera dopo avere lasciato il ristorante situato all'interno della Grand Central Station, la stazione ferroviaria a Midtown Manhattan. Zamperoni, dopo avere lavorato per 11 anni in altri ristoranti della catena, si era trasferito a New York lo scorso aprile prendendo in affitto un appartamento nel Queens. Un anno fa il trasferimento a New York, che lui definiva sui social la sua "casa lontano da casa". "Mi ha spiegato che era da questo pomeriggio che i suoi colleghi del ristorante di New York stavano pianificando più iniziative per sensibilizzare l'intera metropoli a collaborare segnalando qualsiasi cosa potesse farlo ritrovare".

"Gli chef sono noti per essere persone di temperamento, questo ragazzo è un tesoro", aveva sottolineato dal canto suo al New York Post il manager di Cipriani, Fernando Dallorso. Come riporta Il Messaggero, Arrigo Cipriani, il proprietario del ristorante in cui lavorava Andrea, considerava lo chef deceduto "uno di famiglia". Ora si attende la formalizzazione della denuncia della madre di Zamperoni, che sarà sentita dai pm nei prossimi giorni.

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A indirizzare gli agenti del NYPD verso l'ostello Kamway Lodge, dove Zamperoni è stato trovato avvolto in una coperta, sarebbe stata una telefonata anonima. Le ricerche però sono state avviate soltanto nella giornata di lunedì 19, quando non si è presentato sul posto di lavoro. Non credo proprio si tratti di un allontanamento volontario. E' un atto dovuto, l'indagine conoscitiva serve a capire se c'è reato e quindi le condizioni di procedibilità", ha fatto sapere all'Adnkronos il procuratore di Lodi Domenico Chiaro sottolineando: "L'apertura di un'indagine conoscitiva ci consente di chiedere ufficialmente informazioni all'autorità competente estera per capire meglio cosa è successo, se c'è un reato e se è perseguibile anche in Italia.

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