Pubblicato: Mar, Agosto 13, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Calenda: "Renzi folle e ridicolo, così Salvini al 60%"

Calenda:

La stilettata finale è riservata a chi siede in parlamento: "Con la speranza che non si abbia il terrore di perde il posto, ma che si possa ragionare con calma".

Sull'aumento dell'Iva, poi, Giorgetti respinge con decisione l'illazione che alla Lega potrebbe convenire lasciare a altro il compito di fare l'inevitabile (e impopolare) manovra finanziaria "lacrime e sangue" e afferma: "Governare significa prendersi delle responsabilità". Sono cominciate così le grandi manovre con una spaccatura del Pd che apre al Movimento 5 stelle e l'alleanza del Centrodestra. "Cosi' com'e' e' finito sicuramente".

Matteo Salvini da solo non ha la forza numerica per conquistare le elezioni anticipate.

Non è un caso che in molti nelle ultime ore parlano di un Matteo Renzi che, visto che con un nuovo governo al voto non si andrebbe prima della primavera 2020, sarebbe pronto a sfruttare questi lasso di tempo per costruire il suo nuovo partito. "Lo posso anche capire ma noi non possiamo stare appesi al Partito di Renzi che deve nascere". "Io lo farò. Anche perché in un passaggio così difficile e rischioso, qualsiasi scelta potrà essere fatta solo da un Pd unito e con la guida del segretario". Però la crisi è evidente, il governo non c'è più, la maggioranza nemmeno quindi mi sembra ovvio che si debba dare la parola agli elettori. Lo twitta il dem renziano Luigi Marattin che provoca la pronta risposta di Pierluigi Castagnetti di uno dei grandi vecchi del Pd. In Emilia, dove Gualmini è stata vicepresidente della Regione con delega al welfare, è stato realizzato ad esempio il Reddito di solidarietà, una misura diversa dall'attuale Reddito di cittadinanza ma che si ispirava alle stesse esigenze di protezione sociale citate dalla politologa.

More news: Epstein si suicida in carcere

A un giorno dalla capigruppo di Palazzo Madama che sancira' l'inizio della battaglia parlamentare su tempi e modi della crisi, nel Pd le posizioni su come affrontare questo snodo appaiono allo stato eterogenee. Ma è una linea che si scontra con la segreteria di Zingaretti che non intende aprire alla possibilità che i dem si ritrovino con un governo M5s. Lo ammette Carlo Calenda ai microfoni di 'Circo Massimo', su Radio Capital.

"La scissione nel Pd già c'è". Ma Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia in Senato non hanno la maggioranza di 161 voti necessaria per imporre un'accelerazione della crisi.

Il renziano Luigi Marattin lo dice chiaro e tondo: "La nostra priorita' e' evitare l'aumento dell'Iva". Per Giuliano Pisapia, ex sindaco di Milano ed eurodeputato Pd, prima di andare al voto serve invece "un governo di transizione che prepari le elezioni e si incarichi di raddrizzare la barra economica".

Dall'altro lato Matteo Renzi ha tutta l'intenzione di creare un proprio partito, staccato dal Pd di Zingaretti, a sua volta ancora molto diviso all'interno e soprattutto contrario ad intese con i Cinque Stelle. "Non c'è un modo di rimandare quello che sta arrivando - spiega Calenda in un videomessaggio - quello che sta arrivando è una presa di coscienza del paese su che paese vuole essere", non si può fuggire, non si può rimandare". Il partito di via Bellerio si opporrà e si metterà di traverso anche all'eventualità di calendarizzare alla Camera il taglio del numero dei parlamentari.

Come questo: