Pubblicato: Gio, Agosto 08, 2019
Medicina | Di Gottardo Magnano

Per Trump, le sparatorie negli USA sono colpa dei videogiochi

Per Trump, le sparatorie negli USA sono colpa dei videogiochi

Così Donald Trump ha definito le stragi di Daytona ed El Paso nel suo discorso alla nazione dalla Casa Bianca, dove la bandiera americana è a mezz'asta in segno di lutto per le 29 vittime. Sto parlando anche dei videogiochi raccapriccianti che sono molto diffusi in questo momento. E' troppo facile oggi per ragazzi disagiati circondarsi con una cultura che celebra la violenza. Dobbiamo fermare o ridurre questo fenomeno, e dobbiamo iniziare immediatamente.

Trump ha auspicato soluzioni bipartisan, dando poi la colpa della radicalizzazione di "menti disturbate" a internet; ha chiesto la pena di morte per i responsabili di sparatorie di massa, aggiungendo che "bisognerebbe assicurasi che quelli considerati un rischio per la pubblica sicurezza non possano accedere alle armi". Il cambiamento culturale è difficile, ma ognuno di noi può scegliere di costruire una cultura che celebra il valore della vita e la dignità di ogni vita umana. La visita del tycoon, accusato da una parte della popolazione di fomentare il clima di odio in cui tendono ad agire gli estremisti, non ha di certo fatto l'unanimità: è stato infatti accolto dalle proteste di centinaia di persone, scese in strada per urlare slogan come "Dump Trump" (scarica Trump) o "You're not welcome" (non sei il benvenuto).

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Per decenni e decenni si è discusso del problema della vendita di armi da fuoco negli USA e nel 2019 questo "problema", che appare ormai più come una vera e propria crisi nazionale, è ancora ben lontano dall'essere risolto.

Le motivazioni dietro questi avvenimenti sono probabilmente molteplici ma il presidente degli Stati Uniti Donal Trump ritiene di avere la risposta: la colpa è (anche) dei videogame violenti.

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