Pubblicato: Sab, Luglio 13, 2019
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Stranger Things 4: assisteremo ad un cambiamento radicale?

Stranger Things 4: assisteremo ad un cambiamento radicale?

Insomma, abbiamo rischiato di non vedere uno dei migliori momenti di questa terza stagione di Stranger Things.

Essendo una serie del suo genere, il regista commenta poi una possibile regia da parte sua: "Se la serie l'avessi girata io in quegli anni, avrei mostrato molto più sangue".

La stagione del cambiamento? Dopo l'iniziale trailer diffuso sui social network sono stati molti i dubbi nati a proposito della nuova stagione, ma nonostante tutto Netflix e i Duffer Brothers sono riusciti ad ammaliare il loro pubblico.

Se ci pensiamo, i finali di stagione scorsi si sono risolti entrambi positivamente grazie all'uso dei poteri di Undici, motivo per cui, se si fosse ripetuta nuovamente questa soluzione, lo show avrebbe corso il rischio di diventare ripetitivo e abbastanza limitato.

C'è una cura, un'attenzione verso i personaggi che è sincera e sebbene la minaccia raccontata non sia mai veramente sentita (con quella sensazione perenne di "Ma intanto ce la fanno") è altrettanto vero che l'elemento soprannaturale passa quasi in secondo piano in favore di una risoluzione emotiva dei personaggi stessi, anche perché il tono della serie non è mai veramente serio. Non ne sappiamo molto, ma la base della quarta stagione c'è ed è pronta.

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Solo evocato nelle precedenti stagioni, il concretizzarsi della minaccia russa è un cambiamento che trascina ancora di più la serie nel contesto degli anni '80 precedenti la caduta del muro di Berlino. Se provate a chiamarlo è reale e vi risponderà la segreteria telefonica con la voce dello stesso Murray (Brett Gelman), che dice: "Salve, avete provato a contattare Murray Bauman". Proprio nel periodo estivo sono ambientati i nuovi episodi, che costituiscono un tributo al mitico film La Cosa di John Carpenter.

All'inizio di questa settimana, Variety aveva indicato che la star di Stranger Things Millie Bobby Brown aveva un ruolo da protagonista nel film Eterni della Marvel. Nelle stagioni scorse ci sono stati riferimenti alla fisica quantistica e ai multiversi, alle neuroscienze e al caso di Phineas Gage. Nell'episodio 8, lui e Joyce si sono intrufolati nell'Hawkins Lab e Hop ha sconfitto il russo Arnold Schwarzenegger.

Se da un lato, HBO ha toccato l'apice del successo con l'hype, modello usato egregiamente per quel che riguarda lo sviluppo a puntate di Game of Thrones, dall'altro Netflix ci suggerisce che tutto e subito non è per forza un sinonimo negativo.

Chiaramente la serie ha un'anima citazionista e nerd da sfamare continuamente, anche a costo di risultare simpaticamente surreale.

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