Pubblicato: Mer, Luglio 10, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brexit: Labour appoggia formalmente referendum bis

Brexit: Labour appoggia formalmente referendum bis

Il partito era stato indebolito dalle divisioni interne su Brexit, che avevano trasferito parte dell'elettorato Labour alla forza europeista dei Liberali Democratici, che l'avevano superato alle europee, piazzandosi al secondo posto.

Il leader dei laburisti inglesi chiede un secondo referendum sulla Brexit - dopo quello del giugno 2016, in cui il 52% dei britannici votò a favore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea - e si impegna a sostenere l'opzione "remain", nel caso in cui il prossimo governo conservatore indirà un nuovo voto popolare, contro qualunque ipotesi di divorzio "no deal" (ovvero senza accordo). La decisione di prendere posizione, che era stata rinviata nelle settimane scorse, è stata ratificata questo martedì dal governo ombra e annunciata in una lettera aperta.

La decisione sulla Brexit di Corbyn è stata in maggior parte accettata dal suo partito. "In queste circostanze, voglio rendere chiaro che i Labour farebbero una campagna per il remain contro l'eventualità di un no deal o di un accordo che non protegge l'economia e il lavoro". Ora Jeremy Corbyn stabilisce la linea ufficiale del partito: in una lettera destinata ai membri del partito, riportata dalla Bbc, il leader laburista schiera definitivamente a favore di un secondo referendum.

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L'unica riserva - come concordato ieri in una riunione fra i vertici laburisti e i sindacati - resta legata alla possibilità che il prossimo governo Tory cada, passi la mano a un esecutivo laburista e che sia questo a negoziare una Brexit soft.

D'altro canto il sogno di una rivincita referendaria non è nelle mani del Labour o delle sole opposizioni. In alcune constituencies strategiche, nei collegi elettorali uninominali cioè, è forte il timore dei deputati laburisti di dover nuovamente contrastare un'opinione pubblica ancora molto vicina alle posizioni dei cosiddetti Brexiteers alla Farage, l'uscita dalla Ue senza alcun accordo, vero vincitore delle europee.

I sondaggi fra i 160.000 iscritti Tory - in maggioranza maturi ed euroscettici, chiamati a decidere la sfida attraverso un voto postale le cui procedure sono già iniziate - lasciano in effetti pochi spazi ai dubbi. Anche in caso si decida per un No Deal. E la reazione furiosa del presidente americano sfociata giusto oggi in una nuova raffica di accuse via Twitter alla dimissionaria May per la sua politica sulla Brexit, accompagnato da una sorta di benservito allo "stupido presuntuoso" Darroch.

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