Pubblicato: Lun, Luglio 08, 2019
Medicina | Di Gottardo Magnano

Con l'anagrafe vaccinale non serve più presentare a scuola i certificati vaccinali

Con l'anagrafe vaccinale non serve più presentare a scuola i certificati vaccinali

L'anagrafe vaccinale attivata dal ministero della Salute, spiegano fonti del dicastero all'Adnkronos Salute, evita infatti ai genitori l'obbligo di presentare entro il 10 luglio, come era previsto dal decreto Lorenzin ancora oggi in vigore, la certificazione delle avvenute vaccinazioni per l'iscrizione alle scuole.

La svolta, comunicata dal ministero della Salute e dal ministero dell'Istruzione, è arrivata a pochi giorni dalla data ultima per dimostrare alle scuole di avere rispettato le indicazioni previste dalla normativa.

È bene sottolineare che le situazioni irregolari dei genitori che non hanno sottoposto i figli alle vaccinazioni obbligatorie per la frequenza scolastica verranno in pratica dalle Aziende sanitarie locali alle scuole, le quali provvederanno a richiedere i documenti eventualmente mancanti ai genitori.

In tal caso, una volta ricevuta la comunicazione formale di mancata vaccinazione, i genitori avranno dieci giorni di tempo per portarli a scuola: qualora ciò non dovesse accadere, scatteranno le sanzioni. Tutte le Regioni hanno avviato a partire da aprile la trasmissione dei dati, tranne le Province autonome di Trento e Bolzano che saranno presto a regime. L'annuncio arriva l'indomani di una dichiarazioni dell'associazione presidi che si dichiarava pronta a raccogliere la documentazione, comunque senza problemi.

More news: Sea Watch, la GDF accusa Carola Rackete

Il succitato articolo 3 bis disciplina la cosiddetta procedura semplificata, introdotta dalla legge a partire dall'a.s. 2019/20.

I bambini da zero a sei anni non in regola con le vaccinazioni non possono accedere agli asili nido e alle scuole dell'infanzia; i bambini e i ragazzi nella fascia d'età da 6 a 16 anni potranno invece entrare. In entrambi i casi, se i genitori rifiuteranno ripetutamente di far vaccinare i figli dopo colloqui e solleciti da parte delle Asl, incorreranno nelle sanzioni pecuniarie previste dalla legge. Si tratta di anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenza e tipo b, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella.

Resta dunque la scadenza prevista dalla legge Lorenzin sull'obbligo vaccinale e approvata nel luglio 2017.

Come questo: