Pubblicato: Lun, Luglio 08, 2019
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Cinema, addio a Ugo Gregoretti. Aveva 88 anni

Cinema, addio a Ugo Gregoretti. Aveva 88 anni

Classe 1930, Gregoretti mise piede in Rai giovanissimo, quando aveva appena 24 anni. Impegnato in politica e nell'attività associativa degli autori con l'Anac di cui è stato presidente, dissacrante osservatore di costume e intellettuale solo apparentemente distaccato, condivideva l'idea della satira come strumento rivoluzionario con quella generazione di maestri che aveva cambiato la scena del cinema italiano dagli anni '50 in poi: Monicelli, Age&Scarpelli, Montaldo, Scola, Nanni Loy: quelli con cui ogni mercoledì divideva la mensa alla trattoria Otello in via della Croce a Roma.

Per la Rai realizzò alcune importanti inchieste tv che per la loro spregiudicatezza gli procurarono non pochi problemi all'interno dell'azienda.

Gregoretti diresse il Teatro Stabile di Torino dal 1985 al 1989. Nel 2006 ha pubblicato la sua autobiografia "Finale aperto", riedita nel 2012 con il titolo "La storia sono io (con finale aperto)" di cui al Bif&st annunciò quattro anni fa di voler fare un film a basso costo: "Sarà il ritratto di un perfetto cialtrone, la mappa esatta delle mia cialtroneria congenita e inguaribile", raccontò.

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In proposito, il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Oggi è un giorno molto triste per la città di Benevento e per l'intero Sannio, a cui il Maestro Ugo Gregoretti ha sempre dedicato grande attenzione, amore e passione".

Vincitore di un Nastro d'Argento alla Carriera (2010), il 'suo' cinema - per lo più d'inchiesta, giornalistico - conta pellicole come 'I nuovi angeli' (1962), 'Omicron' (1963), 'Apollon, una fabbrica occupata' (1969), 'Contratto' (1971), e e 'Maggio musicale' (1990). E' morto nella sua casa romana. I funerali saranno celebrati nel pomeriggio, alle 18, nella Chiesa degli artisti di Piazza del Popolo a Roma. Un'Italia già divisa in due, tra Nord e Sud, con le campagne che si spopolavano e i figli della terra che le abbandonavano e "tradivano" le famiglie per le più vivaci città, ricche di possibilità lavorative e di futuro.

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