Pubblicato: Dom, Luglio 07, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Libia, raid aereo su centro detenzione migranti: "Almeno 40 morti"

Libia, raid aereo su centro detenzione migranti:

Una carneficina. Decine le vittime, ci sarebbero anche donne e bambini.

Il Governo di Accordo Nazionale della Libia, guidato da Fayez Al-Sarraj, sta valutando la chiusura di tutti i centri migranti.

Il ministero dell'Interno libico "chiederà alla comunità internazionale e all'Unione africana di avviare un'inchiesta a proposito di questi crimini perpetrati dalle milizie di Haftar": lo annuncia un comunicato del dicastero sul raid che ha fatto 40 morti e almeno 35 feriti "secondo un primo bilancio". Il governo sostenuto da Onu e Stati Uniti accusa l'esercito nazionale libico, che nega però di aver bombardato il centro. Al momento, la stima di morti e feriti e solo provvisoria, non si è riusciti a valutare correttamente il numero di persone coinvolte. A innescare l'escalation la riconquista nei giorni scorsi da parte dei combattenti schierati con Serraj della cittadina di Gharyan, pochi chilometri a Sud di Tripoli, strategica per la presa della capitale sede del governo riconosciuto dall'Onu, e per questo scelta da Haftar come base per il suo quartier generale.

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Il portavoce dei servizi di soccorso di Tripoli, Osama Ali, ha spiegato ad AFP che nell'hangar colpito c'erano 120 persone. "I civili non devono mai essere un obiettivo". "Occorre garantire, immediatamente, misure di seria protezione per i civili e, in particolare, trasferire i migranti che si trovano nelle strutture di raccolta in luoghi al sicuro dai combattimenti e sotto la tutela delle Nazioni Unite", ha concluso il ministro. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi, in riferimento ai gravi atti commessi questa notte a Tajoura.

"Quanto accaduto è la dimostrazione che i porti libici non sono sicuri, nel Paese è in atto una guerra per la leadership e da aprile ad oggi si contano 780 morti: i numeri parlano, purtroppo, da soli". "Il Paese deve essere stabilizzato in modo pacifico, ridando la voce al popolo", aggiunge Aodi, sottolineando come la situazione negli ospedali sia notevolmente peggiorata nell'ultimo mese, facendo aumentare il rischio di epidemie.

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