Pubblicato: Lun, Giugno 24, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

"Non destabilizzare il M5s, ognuno stia al suo posto" (così di Maio)


Salvini arriva da Giuseppe Conte e Luigi Di Maio con la proposta lavorare subito a quello "shock fiscale" che ritiene sia l'unica soluzione per "non dare il sangue all'Europa". L'esponente romano dei pentastellati, che si definisce in primis "cittadino e scrittore", declina il suo ragionamento e spiega alla giornalista che lui resta un grande sostenitore del M5S e che si ricandiderà.

Il mio ruolo non è per niente semplice.

Salvini ha fatto prima parlare Giancarlo Giorgetti e Lorenzo Fontana - riferisce Il Corriere della Sera - poi ha detto: "Lo vedo anche io che i sondaggi sono altissimi. Non a caso nove delle undici riforme che sono state fatte nel giro di un anno sono targate Movimento Cinque Stelle e questo è qualcosa che bisogna ribadire". Dichiarazioni forti, alla Di Battista, che di sicuro saranno arrivate all'orecchio del "Capitano". Ogni volta che abbiamo preso decisioni su leggi che hanno cambiato o cambieranno la vita a milioni di italiani, ho dato il massimo per trovare la quadra e ottenere il miglior risultato per i cittadini, nonostante le profonde differenze di vedute che c'erano all'interno del Governo. Qui stiamo lavorando per il Paese, e questo non lo posso permettere. A Salvini mandai un messaggio prima della formazione del governo e gli dissi 'molla Berlusconi' che possiamo fare un sacco di cose.

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Per l'ex parlamentare grillino si è trattato di una semplice incomprensione.

Il vicepremier Luigi Di Maio sui voli di stato e i burocrati: "Mi sono incazzato in questi giorni". Non ci sono mai riusciti e non ci riusciranno. Il secondo mandato è una cosa mia personale e l'ho proposto soltanto perché non vorrei che per un capriccio politico personale Salvini butti tutto all'aria. "Oggi leggo che la senatrice Paola Nugnes vuole lasciare il Movimento 5 Stelle anche perché reputa la legge che taglia 345 parlamentari, una legge anti democratica". Se si vuole tradire una promessa, bisognerebbe dimettersi non passare al misto.

Basta ascoltare le chiacchiere della piazza, quella distante dal palchetto col microfono, per percepire che una parte della base vorrebbe, "così come avviene normalmente nella politica italiana", uno schieramento dove chi ha posizioni divergenti non sia tacciato di alto tradimento alla bandiera.

Come questo: