Pubblicato: Sab, Giugno 22, 2019
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Maturità, Salvini si inserisce nel dibattito criticando Montanari

Maturità, Salvini si inserisce nel dibattito criticando Montanari

Ma quando arriva a infangare due grandi come Fallaci e Zeffirelli, siamo al delirio.

L'autore del testo oggetto di una delle tracce per il testo argomentativo, quindi, sostiene che il patrimonio culturale sia la base del futuro che verrà avendo il merito di liberarci dalla dittatura del presente.

"Istruzioni per l'uso del futuro" partendo da un testo dello storico dell'arte e saggista Tomaso Montanari è una delle tracce della maturità. E uno ha tutto il diritto, e perfino il dovere se insegna, di dire: "'No, non mi piace il presepe´ (oh, è una citazione anche questa: "prima che mi denuncino all'Inquisizione e mi consegnino al braccio secolare)". E Montanari, critico d'arte e scrittore, ha commentato così l'approdo del suo testo tra le tracce della maturità: "Spero che molti ragazzi confutino la mia #traccia, affermino il contrario, con argomenti forti e intelligenza migliore della mia". Politicamente è stato vicino ai 5 stelle, ma ostile alla Lega e a Salvini: nel 2016 Virginia Raggi lo ha chiamato a far parte della giunta comunale di Roma Capitale, nel ruolo di assessore alla Cultura ma lui ha rifiutato rendendosi però disponibile a far parte di un board di consiglieri per la cultura, che non si è mai costituita. E adesso è arrivata anche la risposta del ministro degli Interni, Matteo Salvini: "Montanari?".

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Qualche giorno fa, sempre Montanari, era stato protagonista di un commento piuttosto duro su Franco Zeffirelli, il regista scomparso sabato scorso: "Si può dire che il #maestro Scespirelli era un insopportabile mediocre, al cinema inguardabile?". Purtroppo Montanari gentiluomo non si è dimostrato, a cadavere caldo ha accusato Zeffirelli di squadrismo, somigliando peraltro al bue che dice cornuto all'asino: se non è squadrismo aggredire un morto ditemi che cos'è. La cosa più essenziale è il pensiero critico, il dissenso. Dio l'abbia in gloria, con Portesante e quel che ne consegue. "Strumentalizzata dal potere politico e religioso, banalizzata dai media e sfruttata dall'università - aggiunge Montanari - la storia dell'arte è ormai una escort di lusso della vita culturale".

Tomaso Montanari passa da una visione globale del cittadino e sposta la sua critica allo Stato italiano, colpevole di essersi completamente disinteressato di quello che (sulla carta) dovrebbe rappresentare invece la sua ricchezza primaria: il patrimonio artistico e culturale. "Ricordiamo - ha puntualizzato Bussetti - che la scuola è di tutti". L'esperienza al CorSera si è chiusa in maniera controversa per divergenze sulla linea editoriale, dopo aspre critiche rivolte da Tomaso Montanari a Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze.

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