Pubblicato: Lun, Giugno 10, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Perché è saltata la fusione tra Fca e Renault

Perché è saltata la fusione tra Fca e Renault

Lo rende noto Fca in una nota. "Nessuna critica, ma solo un timing diverso tra un gruppo che voleva andare molto veloce e la necessità per lo Stato azionista di allineare tutti gli attori su basi solide". Peccato che questa volta non sia stata quella italiana, che fino a qualche anno fa si opponeva alle varie chiusure degli stabilimento come Termini Imerese e alle richieste di cassa integrazione, non perdendo l'occasione per manifestare i timori su un carsico disimpegno della famiglia torinese in Italia.

Invece di approvare la fusione, però, il cda di Renault ha rimandato la decisione a una nuova riunione, in seguito alla richiesta dei due membri del consiglio espressi dal governo. La notizia del rinvio - il secondo, peraltro - ha convinto Fca che l'accordo fosse impossibile e così la società ha annunciato il suo ritiro. Le due società, Renault e Nissan, sono legate da una ventennale alleanza tecnologico-commerciale e da un incrocio di partecipazioni azionarie.

Il sindacato CGT si era detto contrario alla fusione ed avrebbe, forse, fatto pressioni sul governo francese per mantenere gli stabilimenti in Francia, per tutelare i posti di lavoro.

More news: Spagna: Re Felipe affida l'incarico di governo a Pedro Sanchez

Titoli di Fca in calo a Wall Street nelle contrattazioni after hours, a -3,71%. I francesi hanno messo delle condizioni, dalla pretesa dell'amministratore delegato a quello della sede a Parigi - ha sottolineato Rinaldi - che sono stati giudicati dai vertici di Fca penalizzanti. Il primo è presente tra l'altro nel gigante di acqua e rifiuti Suez, anch'esso controllato dallo Stato francese. L'Alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi copre il 12% delle vendite di veicoli in Italia. Vogliamo questa fusione". "Dalla presentazione dell'offerta - ha spiegato in una nota - lo Stato azionista di Renault al 15,1%, l'ha accolta con apertura e ha lavorato in modo costruttivo con le parti. Il tutto per una capitalizzazione di circa 33 miliardi di euro, di 50 con i giapponesi a bordo. Il consiglio di amministrazione di Renault, convocato poco prima per il secondo giorno consecutivo a Bologne-Billancourt, alle porte di Parigi, dopo sei ore di discussione, ha fatto sapere di non essere in grado di prendere una decisione "a causa dell'auspicio espresso dai rappresentanti dello Stato francese di rinviare il voto a un consiglio ulteriore".

Il ministro francese fa comunque notare come le trattative potrebbero riprendere: "Bisogna continuare a lavorare, sono contento che un'industria francese faccia attenzione agli interessi del paese", ha spiegato alla stampa.

Non so se siamo già alle fasi finali, se è una partita chiusa, ma se questa ipotesi salta è chiaro che, essendo il settore dell'auto in piena riorganizzazione, se non si fanno accordi internazionali rischiamo di perdere tanto.

Come questo: