Pubblicato: Ven, Giugno 07, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Caso Venezia, Toninelli: "Al lavoro con i big delle crociere"

Caso Venezia, Toninelli:

"L'iter tecnico-amministrativo comporta tuttavia tempi senz'altro incompatibili con l'urgente necessità di ridurre ulteriormente i rischi connessi al transito delle Grandi Navi, emersa a seguito dell'incidente di domenica scorsa". Ad un certo punto il cavo che 'frenava' la nave si è spezzato e il transatlantico ha continuato la sua corsa grattando via un pezzo di banchina in cemento armato e colpendo sulla poppa il 'River Countness', un barcone fluviale turistico, dove i passeggeri stavano facendo colazione.

"L'emendamento che ha presentato la Lega giuridicamente non sta in piedi, butta a mare mesi e mesi di lavoro ed è contestato da tutti".

Ministero delle Infrastrutture e compagnie di crociera lavoreranno insieme a un progetto per il porto di Venezia.

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"Dal 2012 a oggi il problema e' rimasto irrisolto e non e' mai stato individuato alcun percorso alternativo per le Grandi Navi". Le navi devono passare dal canale Vittorio Emanuele. Inspiegabilmente, mentre navi come la Mare Jonio della missione Mediterranea o la tedesca Sea Watch vengono prontamente messe sotto sequestro per aver salvato delle vite umane, quelle che delle vite le hanno concretamente messe a repentaglio e che hanno causato il ferimento di cinque persone sono libere di continuare i loro affari. Da questo si è scatenata l'ennesima diatriba nel governo. Ma anche questi ultimi accusano Toninelli di essere fin troppo silenzioso.

"Dopo aver scoperto l'esistenza di un'analisi multicriteria delle alternative per la crocieristica di Venezia e dopo averne chiesto copia abbiamo avuto 13 idee di circa 2 pagine l'una - ha spiegato Danilo Toninelli - I tecnici del mio ministero e degli altri ministeri competenti le hanno visualizzate e ne hanno selezionate tre: Chioggia, San Nicolò e Malamocco".

Di parere opposto il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, appoggiato dal centrodestra e dalla Lega, che in una intervista al Corriere dice che "la soluzione c'è già e siamo tutti d'accordo: cittadini, Comune, Città metropolitana, Regione, Porto". Se qualcosa non funziona va cambiato, va azzerato. Gli incidenti sono assolutamente possibili nella marina mercantile ma devono avvenir fuori da contesi storici e abitati senza mettere repentaglio vite umane e in condizioni generali di sicurezza.

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