Pubblicato: Ven, Mag 17, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Trump ricompatta la Cina dietro l'orgoglio nazionale

Trump ricompatta la Cina dietro l'orgoglio nazionale

La Cina, di rimando, non si è fatta attendere e lunedì ha annunciato le sue contromisure, che comportano l'aumento a loro volta delle tasse sulle importazioni su 60 miliardi di beni americani a partire dal mese di giugno. Una Cina più aperta continuerà a fare quello che deve, al proprio ritmo.

Trump minaccia dazi all'Europa per indurla ad acquistare questo gas anziché costruire nuovi gasdotti verso la Russia: se la produzione di questo gas non comportasse quell'effetto collaterale la proposta avrebbe senso, ma non è così: la Comunità Europea dovrebbe accettarne semmai l'acquisto, caricandolo però di un dazio calcolato in base al suo impatto ambientale, quindi ben oltre il 25 % dei dazi di cui si parla in questi giorni. E questo fenomeno potrebbe diventare sempre più importante, con il prolungarsi della guerra commerciale.

I nuovi dazi sulle importazioni dalla Cina faranno crescere dello 0,03 per cento l'inflazione statunitense, mentre i dazi del 25 percento sui restanti 325 miliardi di merci potrebbero farla aumentare dello 0,24 percento nel giro di un anno, secondo le stime del Citi. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. E quando si ha la forza irresistibile e l'oggetto inamovibile che finiscono in uno scontro frontale, il risultato è un disastro per entrambi. Gli aiuti di Stato promessi da Donald Trump agli agricoltori americani rischiano anzi di prolungare le sofferenze del settore a livello mondiale:ci sarebbe un'ulteriore aumento delle scorte - già da primato anche a causa dell'epidemia di febbre suina che sta decimando gli allevamenti cinesi - e le quotazioni dei semi oleosi, scese ai minimi decennali, potrebbero essere condannate a un lungo periodo di stagnazione.

More news: Burkina Faso, attaccata chiesa cattolica: uccisi un prete e 5 fedeli

Il 5 maggio ha scritto su Twitter: "La forza è L'unico modo per vincere con la Cina". Tuttavia, la reazione dei mercati è un chiaro segnale del fatto che la preoccupazione per le conseguenze di una guerra commerciale più ampia, sono ancora presenti.

Il presidente americano ha anche difeso gli sforzi della sua amministrazione in tema di commercio con la Cina, indicandoli come modello per negoziati con altre nazioni. Ma "con i dazi che entreranno effettivamente in vigore venerdì, è probabile che ci sarà una forte reazione negativa nel mercato azionario statunitense, se nelle prossime settimane non ci saranno progressi nella disputa commerciale".

"Le problematiche e i rimedi sono talmente complicati... non aspettatevi che questa faccenda si risolva presto", ha dichiarato.

Come questo: