Pubblicato: Mer, Mag 15, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Burkina Faso, attaccata chiesa cattolica: uccisi un prete e 5 fedeli

Burkina Faso, attaccata chiesa cattolica: uccisi un prete e 5 fedeli

"Dopo l'attacco di domenica a Dablo, ieri altri quattro fedeli sono stati uccisi durante una processione mariana", denuncia monsignor Nare. Séraphin François Rouamba, arcivescovo di Koupéla e presidente della Conferenza episcopale di Burkina Faso-Niger, ha rivolto un appello alla pace e alla coesistenza pacifica. Non sappiamo esattamente chi siano i responsabili degli attentati ma è chiaro il movente religioso.

A metà febbraio, un sacerdote spagnolo e quattro doganieri sono stati uccisi in un attacco jihadista nella parte orientale del Burkina Faso. "È chiaro che si vuole eliminare la presenza cristiana", afferma il presule, alla guida della diocesi di Kaya soltanto dallo scorso dicembre.

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Nella chiesa cattolica di Dablo nella diocesi di Kaya, sono morti cinque fedeli e il loro sacerdote, don Siméon Yampa.

In un tweet il dolore di Papa Francesco per l'attacco dei jihadisti che hanno scelto di nuovo la domenica per seminare terrore e massacrare i fedeli durante la Messa. "Ciò che è certo è che ormai l'area in cui ci troviamo è diventata un'enclave alla quale neanche l'esercito ha accesso". "Parlano sempre la lingua delle vittime". E poi hanno crivellato di colpi i fedeli e il tabernacolo. "Dopo l'attacco di domenica sono andato a Dablo per incontrare i miei fedeli per cercare di confortarli ed ovviamente erano terrorizzati", afferma monsignor Nare notando come il messaggio di solidarietà inviato da Papa Francesco dopo l'attentato costituisca un grande incoraggiamento per tutta la diocesi e per il suo pastore. Forze militari e di polizia armate di fucili d'assalto pattugliano le strade che portano alle chiese e sono di guardia fuori dagli edifici. "Ho detto loro che non siamo soli e che il gesto del Santo Padre rappresenta l'intera Chiesa universale che si stringe attorno a noi". "Vogliono impedirci di pregare, vogliono distruggere la nostra Chiesa". Dal 2014, la Francia ha schierato 4.500 militari nella zona del Sahel, nel quadro dell'operazione anti-jihadista Barkhane - in collaborazione con i paesi del G5 Sahel (Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania e Niger) - ma senza venire a capo dell'attività di organizzazioni come Ansaroul islam, lo Stato islamico del grande Sahara, o il Gruppo di sostegno all'islam e ai musulmani che dal 2015, nel solo Burkina Faso, hanno provocato almeno 350 morti.

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