Pubblicato: Mar, Mag 14, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Di Maio attacca la Lega sul conflitto di interessi

Di Maio attacca la Lega sul conflitto di interessi

Quella di oggi è stata una giornata piena di comizi, con il leader della Lega fra Liguria e Piemonte e il capo politico di M5S in Puglia. "Sono curioso di capire se sarò querelato". Riunione che, al momento, non risulta ancora convocata e che potrebbe non essere mai segnata sul calendario per evitare nuovi attriti tra gli alleati. La settimana prossima porteremo in consiglio dei ministri il decreto sicurezza, l'Autonomia e la riduzione tasse. Non si può continuare a dire no anche alla Tav. Il ddl Macina afferma che il conflitto di interessi sussiste per ogni "titolare di un interesse privato idoneo a interferire con l'imparzialità necessaria all'adempimento degli specifici compiti a cui il titolare della carica è preposto". Anche sui giornali non si legge più niente.

E sul decreto sicurezza bis, non ha dubbi: "Secondo me portare giustizia, sicurezza e disciplina in questo Paese è urgente - ha sottolineato il vicepremier -". Tuttavia, Zingaretti ha stoppato il dialogo con i 5 stelle ("è tempo di voltar pagina").

La situazione della maggioranza di governo è sempre più disperata, visto che Salvini e Di Maio non si telefonano più.

Risponde Salvini: "Va bene il conflitto di interessi, va bene l'acqua, va bene il taglio dei parlamentari, va bene tutto".

Ma ecco le parole forse della giornata (con annessa chiamata alle armi) di Salvini.

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"Sarà un referendum non elezioni europee". Il miliardo che vogliamo destinare alle famiglie c'è veramente, non è uno spot.

In vista del voto, i successi nella guerra tra leghisti e grillini sembrano adesso favorire soprattutto questi ultimi, con la Lega che si lecca le ferite. "Chi dice che la donna deve stare chiusa in casa a fare più figli". Troppa differenza, dicono in molti, programmi diversi e idee contrapposte ribattono altri ma, nel frattempo, la fine dell'idillio si riflette in modo evidente sulle scelte e l'adozione, oltre che sull'applicazione, di misure e provvedimenti.

Infine la stoccata al consigliere pentastellato Bonaccorsi: "Gli consiglio di farsi una passeggiata a Roma governata dalla sua collega di partito si renderà conto che Catania, nonostante le mille difficoltà, se la passa molto meglio di tante altre grandi città".

Va unicamente ricordato che il "nemico" contro il quale lottare, allora, non era più rappresentato dal socialismo, ormai sopraffatto con le buone o con le cattive, ma la stessa democrazia, che venne infatti trasformata in regime.

Come questo: