Pubblicato: Dom, Mag 12, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Taglio parlamentari, ok Camera

Taglio parlamentari, ok Camera

"Sono contento che la Camera abbia approvato in prima lettura il taglio dei parlamentari - ha detto il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro -: tagliamo di un terzo e con un crono-programma entro gli inizi di agosto questa diverrà legge definitiva". Si tratta della prima delle due letture conformi previste dalla Costituzione per le modifiche della Carta.

SENATORI A VITA - Il numero complessivo dei senatori a vita in carica nominati dal presidente della Repubblica non potrà essere superiore a cinque. Il taglio dei parlamentari dovrebbe entrare in vigore a partire dalla data del primo scioglimento delle Camere successivo al momento di entrata in vigore della riforma, ma comunque non prima di 60 giorni dalla stessa entrata in vigore. Un numero inferiore che porterebbe anche dei sensibili risparmi in termini economici.

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Attraverso "Il Blog delle Stelle", i pentastellati hanno sferrato un duro attacco al Pd: "Indovinate chi ha votato contro...ma certo, il PD!" Se i politici vogliono modificare questo testo, non possono ricorrere a una legge ordinaria ma al cosiddetto "procedimento aggravato" di cui si parla all'articolo 138. Piantata la bandiera e superato questo momento di campagna elettorale continua, insomma, un sovrappiù di riflessione sarebbe doveroso da parte di chi ci rappresenta. Il testo torna al Senato (dove è stato licenziato lo scorso 7 febbraio) per la seconda lettura. La proposta di riforma costituzionale sull'elettorato attivo per Palazzo Madama inizierà il suo iter martedì prossimo alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove il presidente Giuseppe Brescia la ha incardinato, dando l'incarico di relatore a Valentina Corneli (M5s) e a Stefano Ceccanti (Pd), quindi con un approccio bipartisan, dopo lo scontro con i Dem sulla riforma taglia-parlamentari. In caso contrario, il destino del ddl sarà deciso da un referendum confermativo, lo stesso che segnò la fine del progetto di riforma costituzionale del governo Renzi. "Ed è una vittoria del buon senso, una vittoria per i cittadini".

Il destino del nostro Paese dipende anche dal legame rappresentato dal voto all'estero e dalla rappresentanza democratica, che unisce gli italiani in patria con quelli sparsi nei vari Continenti.

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