Pubblicato: Sab, Aprile 20, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Libia, il vicepremier: "Haftar traditore, l'Italia ci aiuti"

Libia, il vicepremier:

Lo stallo diplomatico è fotografato dallo scontro al Consiglio di sicurezza dell'Onu: la Russia ha fatto sapere che appoggerà solo una risoluzione "equilibrata" che non attribuisca responsabilità dell'attuale situazione a una delle parti. Per questo sarà giudicato.

Sono sei i civili che hanno perso la vita, tra cui cinque donne, e 35 i feriti nei bombardamenti compiuti nella serata di ieri dalle forze del generale Khalifa Haftar a sud di Tripoli. "State aprendo la strada a una mostruosita' - ha detto Maitig - che produrra' una guerra civile tipo Siria in faccia all'Italia". E il timore (o la minaccia, appunto) è che dalla Libia partano nuove ondate migratorie, veri e propri esodi di massa che dovrebbero investire l'Europa e, in prima battuta, inevitabilmente l'Italia. Per il governo del Cairo è fondamentale anche la gestione degli egiziani emigrati in Libia per lavorare e delle grandi somme di denaro che spostano tra i due Paesi per mantenere le famiglie in patria, cifre che potrebbero diminuire sensibilmente se la guerra dovesse continuare e se gli emigrati dovessero tornare. Anche Maitig mi ha confermato che almeno 500 terroristi sono nelle carceri libiche e mai vorremmo vederli arrivare via mare. "Abbiamo una precisa strategia, vogliamo una soluzione politica, farò di tutto perché tutti gli attori libici, ivi compresi gli esponenti della comunità internazionale, lavorino con noi per una soluzione pacifica".

Ma per Ghassan Salamé, inviato speciale dell'Onu in Libia, quanto accade a Tripoli è "un colpo di Stato, e non un'operazione antiterrorismo". Le nostre forze armate e la nostra popolazione si stanno difendendo.

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"Frequenti sono anche i contatti degli altri ministri di governo, a partire naturalmente dal ministro Moavero, in un quadro di coordinamento assicurato dalla Cabina di regia che, all'indomani dello scoppio della crisi, ho costituito a Palazzo Chigi". Secondo "Arabi 21", la dogana tunisina di Ras Jedir, al confine con la Libia, aveva bloccato nei giorni scorsi un veicolo con una targa diplomatica con a bordo dieci cittadini francesi impedendo loro di entrare nel territorio libico.

"C'è chi sostiene che i recenti sviluppi libici segnino il fallimento della diplomazia ed una scarsa incisività dell'azione italiana", dice Conte, nell'informativa resa nell'Aula del Senato. Ad affermarlo è la Casa Bianca: "Il presidente ha riconosciuto il significativo ruolo di Haftar nel combattere il terrorismo e i due hanno discusso una visione comune per la transizione della Libia verso un sistema politico stabile e democratico".

Intanto si combatte ferocemente il de bello libico.

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