Pubblicato: Mer, Aprile 17, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Migranti, la direttiva di Salvini scatena tensioni nel governo

Migranti, la direttiva di Salvini scatena tensioni nel governo

"Se n'è fregata dell'alt e delle indicazioni del governo olandese di andare in Tunisia e ha messo a rischio la vita delle decine di migranti a bordo per arrivare in Italia con un gesto politico", ha continuato Salvini.

Un po' troppo, forse, se è vero che nelle stesse ore, a Palazzo Chigi arrivavano dall'intelligence notizie assai meno definitive: "La ripresa dell'offensiva di Haftar va ancora scongiurata". Il quale, allora, sentendosi esautorato, ha preteso un incontro col vicepresidente del Consiglio di Tripoli, Ahmed Maitig, e col ministro degli Esteri del Qatar, Mohamed al Thani.

Già ieri la ministra della Difesa Trenta si era pronunciata in maniera netta contro la chiusura dei porti nei fatti decisa da Salvini per bloccare le navi umanitarie, ma oggi la diffusione della terza direttiva emanata ad hoc per bloccare la nuova missione della Mare Jonio, la nave umanitaria di Mediterranrea, ha scatenato grandi malumori negli ambienti dello Stato maggiore della Difesa perchè la direttiva ( ma in realtà anche le due precedenti) sono indirizzare anche al capo di Stato maggiore della Difesa e a quello della Marina militare, forze armate che non sono dipendenti dal Viminale.

Monza - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini è stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati per il reato di "sequestro di persona commesso a Siracusa dal 24 al 30 gennaio 2019" per il caso della nave Sea Watch .

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Salvini, ovviamente inferocito, pensa alla contromossa e intanto a pochi chilometri di distanza dall'Italia si parla di qualcosa come 800.000 persone che a causa della guerra in Libia potrebbero presto cercare la salvezza via mare (perché la salvezza si cerca fottendosene delle onde e delle leggi, da che mondo è mondo) approdando ovviamente anche in Italia. E intanto noi qui, divisi come tifosi di una squadra di provincia in pro-Salvini e anti-Salvini finendo, come sempre, a parlare di lui, mica di quei poveri disperati oppure di un mondo che sembra non volerla smettere con le guerre e con un'Europa inerme in attesa delle prossime elezioni.

"Ho letto dell'indagine a carico di Salvini: ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone", è stato il commento del vicepremier Luigi Di Maio.

"La Trenta mi accusa di ingerenza sui porti?".

"Forse dovrebbero parlarsi tra ministeri: la ministra della Difesa italiana ha appena affermato infatti che 'con la guerra non avremmo migranti ma rifugiati e i rifugiati si accolgono'", aggiungono da Mediterranea. Eccola, dunque, la credibilità che il nuovo "uomo forte" avrebbe con le varie fazioni libiche. E Di Maio? "Luigi lascia che sia Conte a tenere il punto", dicono i grillini di governo, confessando, per la prima volta con tanta insofferenza, che "nelle questioni diplomatiche la mancanza di peso specifico, di caratura internazionale, del nostro premier, si fa sentire". Il ministro annuncia un possibile "innalzamento della sicurezza dei porti". Ma, dietro lo scontro istituzionale c'è la costante tensione politica tra M5S e Lega sulla linea da tenere sui porti. E la domanda risuona quasi come un preavviso di sciagura.

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