Pubblicato: Mer, Aprile 17, 2019
Sportivo | Di Concetto Furlan

Marco Pantani, Rapetto all'Antimafia: "Quando morì non era solo in stanza"

Marco Pantani, Rapetto all'Antimafia:

Una vicenda, quella della ricostruzione della morte di Marco Pantani, che sembra non dover mai arrivare alla parola fine.

Non solo. Nel residence in cui alloggiava si accedeva attraverso la reception, ma anche dal garage.

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E ancora, "il dottor Fortuni escluse la morte per l'uso dei farmaci, che sarebbero solo una concausa, la concentrazione di antidepressivi era modesta. Non si può pensare che sia stato lui a strisciare il braccio prima di esalare l'ultimo respiro, qualcuno era con lui". Per Rapetto è il segno che "qualcuno era con lui quando questo si è verificato". In 56 pagine, lasciate all'esame di deputati e senatori dell'Antimafia, i consulenti hanno evidenziato - mostrando anche filmati - una serie di contraddizioni e anomalie che hanno preceduto e seguito la morte del Pirata. E ha fatto riferimento anche al recente servizio delle Iene che ha riportato testimonianze inedite: "Molti elementi che sarebbero stati inimmaginabili da acquisire in passato stanno emergendo adesso", e la commissione potrebbe quindi valutare "l'opportunità di avvalersi di nuove fonti che possono dare una prospettiva che in precedenza era inaccessibile". "Nessuno ricorda nulla e perché non si sia stato dato luogo alla richiesta di aiuto, reiterata e fatta con presumibile insistenza", ha detto Rapetto. L'ex generale di brigata della Guardia di finanza ha proposto di proseguire con future audizioni. "Sono convinto che il merito della questione relativamente a tutto il fenomeno complesso e articolato dell'azzardo - ha aggiunto - possa costituire motivo di analisi da parte del Comitato perché sempre più sul quel versante le mafie hanno investito e investono".

Ma i familiari del campione sperano in una svolta. Marco Pantani non era solo quando morì il giorno di San Valentino del 2004 in una stanza del Residence di Rimini Le Rose: è quanto hanno sostenuto oggi il generale Umberto Rapetto e l'avvocato Cocco, consulenti della famiglia Pantani, che sono stati ascoltati davanti alla Commissione parlamentare antimafia, presieduta dal senatore Nicola Morra. "Ringraziamo, unitamente alla famiglia, la Commissione Antimafia per l'impegno che sta dimostrando in questo senso", ha sottolineato il legale della famiglia. "Riteniamo che la figura del generale Rapetto parli da sola in merito all'attendibilità di quanto da lui affermato", conclude.

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