Pubblicato: Lun, Aprile 15, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Libia, continua la guerra vicino a Tripoli. Domani bilaterale a Roma

Libia, continua la guerra vicino a Tripoli. Domani bilaterale a Roma

Contrattacca l'aeronautica del governo di accordo nazionale di Tripoli guidato da Fayez al-Serraj che oggi ha bombardato una postazione di Haftar a sud di Garian, a un centinaio di chilometri dalla capitale. Tra le vittime ci sono almeno 28 bambini, mentre 30 donne hanno denunciato violenze sessuali di cui 6 hanno perso la vita, secondo quanto riferito dall'ANSA. "C'è serio e concreto rischio, di una crisi umanitaria che vogliamo scongiurare". Haftar in Libia è uno strenuo oppositore dei Fratelli Musulmani, al punto che la presenza dei rappresentati del Qatar - finanziatori di questi ultimi e del governo Sarraj - ha dato lo spunto al maresciallo per disertare l'assemblea principale della Conferenza sulla Libia organizzata dall'Italia a Palermo il 12 e il 13 novembre. "La situazione libica è in un momento di crisi".

L'azione diplomatica di Conte Il premier Giuseppe Conte ha in cantiere un'intensa azione diplomatica nelle prossime ore con una telefonata, lunedì, al presidente americano Donald Trump (per sollecitare un suo intervento per frenare Haftar) e un colloquio anche con il presidente russo, Vladimir Putin dopo il confronto sulle posizioni europee avuto ieri con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. In un'intervista rilasciata da Salvini a Rtl: "Se fosse vero che la Francia, per interessi economici, stesse appoggiando una delle parti in conflitto, ostacolando così le risoluzioni per la pace sarebbe gravissimo", afferma Salvini sul presunto sostegno della Francia al generale Haftar e continua ribadendo il suo disaccordo: "Ha trovato il Governo e il ministro sbagliati, stiamo cercando evidenze, è questione di ore". Non crede alla buona fede di Macron e pensa che l'unico modo per costringere le parti a trovare un'intesa sia quello di fermare le milizie di Haftar alle porte di Tripoli, sostenendo Maitig. Lo riferisce l'Ufficio delle Nazioni unite per gli affari umanitari.

"Doha - dicono all'Adnkronos fonti del Golfo - è assolutamente determinata a far sì che l'operazione di Haftar si fermi ed è pronta a intervenire con ogni mezzo che riterrà opportuno".

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"I bassi tassi di evacuazione sono dovuti agli scontri in corso e le segnalazioni sul targeting indiscriminato e deliberato dei veicoli per le ambulanze", si legge nella nota.

Libia - È salito a 121 il numero dei morti negli scontri in Libia, i feriti sono 561. "La comunità umanitaria è preoccupata per il numero crescente di vittime civili, compreso il personale medico".

Parigi è sotto il mirino dopo che sono emerse alcune rivelazioni che potrebbero cambiare le idee di tutti.

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