Pubblicato: Dom, Aprile 14, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Sudan nel caos, manifestazione contro presidente Omar al Bashir

Sudan nel caos, manifestazione contro presidente Omar al Bashir

Così è stato: nella serata di venerdì 12 aprile Ibn Ouf ha lasciato l'incarico di leader della transizione comunicando la decisione in televisione.

Ufficialmente le dimissioni dei due ufficiali sono state presentate "per preservare l'unità delle Forse armate", ma da notizie trapelate a Khartoum si comprende che sono dovute a profonde divergenze, all'interno dell'esercito, sul comportamento da tenere di fronte alle proteste di massa che, iniziate il 18 dicembre, hanno portato ieri mattina alla defenestrazione del settantacinquenne dittatore al potere da 30 anni, Omar Al Bashir. Contemporaneamente, ha nominato come suo successore Abdel Fattah Abdelrahman Burhan.

Nel tentativo di sedare le proteste, nei mesi scorsi al Bashir aveva deciso di dimettersi dalla guida del Partito di Governo e ridotto i prezzi di generi di prima necessità come pane ed acqua, in un Paese in piena crisi economica e con l'inflazione che ha toccato il 44%. Una settimana fa, Burham è sceso in piazza per incontrare i manifestanti e dialogare.

Secondo quanto scrivono i media locali al momento il presidente del Sudan Omar al-Bashir si è dimesso e tutti i ministri sono stati arrestati. Il comunicato chiede poi che venga fatta giustizia per tutti i crimini commessi contro i martiri della rivoluzione e il popolo sudanese.

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Intanto, in serata è arrivato il cambio al vertice del Consiglio militare. Estradare Bashir sarebbe "un brutto marchio" per il Sudan, ha sostenuto Abedeen, escludendo però estradizioni anche per i ribelli e prospettando la possibilità che la consegna alla corte dell'Aja potrebbe essere decisa da un futuro governo civile. Inoltre Auf era stato sanzionato dagli Usa che nel 2007 hanno congelato i suoi beni in America.

Il capo dei servizi segreti sudanesi, Salah Gosh, si è dimesso. Gosh in passato - stando al New York Times - fornì proprio informazioni alla Cia sull'organizzazione terroristica.

Il nuovo Sudan che si sta formando dovrà insomma fare i conti con il suo passato e con la guerra civile, terminata nel 2005 con la costituzione del Sudan del Sud. L'ormai ex-leader verrà processato in Sudan. Tuttavia, c'è un tocco moderno, più femminista, in questo ruolo tradizionale, perché in queste proteste le donne sono passate dalle retrovie all'avanguardia.

Particolarmente significativa ci è apparsa la foto che alcuni attivisti sudanesi ci hanno inviato dalle manifestazioni a Khartoum con un ragazzo con in mano un cartello con la scritta "Rappresentiamo anche quelli che sono morti sui barconi". L'Associazione dei professionisti sudanesi (Spa), uno dei principali organizzatori delle proteste in corso da quattro mesi in Sudan, definendole "deludenti e farsesche" ha respinto le dichiarazioni del generale: "i capi del golpe", ha sostenuto l'associazione, "non possono portare il cambiamento".

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