Pubblicato: Dom, Aprile 14, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brexit, gli scenari dopo l'accordo su "proroga di Halloween"

Brexit, gli scenari dopo l'accordo su

Tusk al Regno Unito: "Non sprecate questo tempo" - "Da questo momento tutto quello che succederà sarà in mano agli inglesi - ha detto il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, fautore di una proroga flessibile per Londra".

Paladina della necessità di concedere una proroga lunga a Londra - che nelle intenzioni iniziali era di nove, dodici mesi - è stata invece la cancelliera Merkel, che si è battuta fino all'ultimo, richiamando la necessità di "salvaguardare l'unità dell'Ue e ad evitare una Brexit senza accordo".

In questo caso, non ci sarebbe bisogno di aspettare il 31 ottobre: il Regno Unito uscirebbe dall'Unione il primo giorno del mese seguente alla ratifica dell'Accordo di recesso. Poi è arrivata la conferma dal Consiglio Ue che ha ufficialmente concesso un nuovo rinvio della Brexit.

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La decisione è stata presa nel corso del Consiglio europeo, in nottata tra 10 e 11 aprile. Il summit straordinario dei capi di Stato e di governo, a Bruxelles, è continuato nella notte per concordare e poi far accettare questa soluzione alla premier britannica Theresa May, che aveva chiesto una proroga al 30 giugno prossimo per superare la scadenza di domani e poi uscire "il più presto possibile".

Sulla Brexit si naviga a vista, se non proprio alla cieca, con l'unico obiettivo immediato di allontanare lo spettro di un divorzio no deal e i disastri che potrebbero derivarne per l'economia del continente, oltre che per quella britannica. "Credo che abbiamo trovato il miglior compromesso possibile".

Anche l'Ue china la testa: la Gran Bretagna parteciperà alla nomina delle caricheNon solo la May, ma anche l'Unione accetta a malincuore l'accordo per una proroga. Tusk ha sottolineato che, nel frattempo, il Regno Unito rimarrà un membro dell'Unione europea con tutti i diritti, in particolare i diritti di voto. Però, se la posizione di Londra dovesse "evolversi", allora il Consiglio Europeo "è pronto a riconsiderare la dichiarazione politica sulla relazione futura, in accordo con le posizioni e con i principi delineati nelle linee guida e nelle dichiarazioni, ivi incluso quanto riguarda la portata territoriale della futura relazione". "A tal fine il Regno Unito deve facilitare all'Unione l'adempimento dei suoi compiti e astenersi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi dell'Unione, in particolare quando partecipa al processo decisionale dell'Unione".

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