Pubblicato: Gio, Aprile 11, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Lo scatto del secolo, ecco la prima foto di un buco nero

Lo scatto del secolo, ecco la prima foto di un buco nero

Appare come un'ombra circolare con un alone asimmetrico che lo accoglie in basso, quasi in una culla. Insomma, ancora una volta Einstein non sbaglia mai.

La galassia M87 è a 52 milioni di anni luce da noi, e come si può vedere nello scatto il suo nucleo è occupato da un buco nero gigante che è caratterizzato da un getto di materia più lungo della stessa galassia. Come detto, il buco nero del quale è stata catturata l'immagine è quello al centro della galassia M87. Ma vuoi mettere fotografarlo direttamente?

Dopo due anni di lavori, con il 2018 che non è stato particolarmente fortunato dal punto di vista delle osservazioni per via delle cattive condizioni climatiche, si è arrivati al successo (grazie al lavoro di oltre 200 ricercatori). Infine, c'è anche l'ipotesi che potremmo rivelare qualcosa di completamente inatteso, del resto nessuno ha mai visto un buco nero.

E' dagli anni Settanta che gli astrofisici si arrovellano intorno a questo problema, all'epoca tecnicamente insormontabile.

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Heino Falcke della Radboud University (Paesi Bassi) ha spiegato che "quest'ombra, causata dalla flessione gravitazionale e dalla cattura della luce dall'orizzonte degli eventi, rivela molto sulla natura di questi oggetti affascinanti e ci ha permesso di misurare l'enorme massa del buco nero di M87". Ciò apre tutta una serie di nuove finestre sullo studio dei buchi neri, della forza di gravità e dell'orizzonte degli eventi (da qui il nome del progetto internazionale). Il disco sarebbe apparso circondato da una sorta di corona splendente di anelli luminosi.

Nel 2018 entrambe sono entrate a far parte del progetto BHC, finanziato dall'ERC come partner del progetto EHT, e fanno a tutti gli effetti parte dell'Event Horizon Telescope Consortium, in cui sono membri dei gruppi di lavoro che si occupano di calibrazione e imaging. "Durante le osservazioni con l'Eht, buona parte delle sue antenne di 12 metri di diametro (di solito una quarantina) vengono combinate creando virtualmente un unico elemento equivalente a un gigantesco radiotelescopio di circa 70 metri di diametro". Così i ricercatori hanno pensato di ricreare un telescopio enorme attraverso una particolare tecnica, chiamata Very-long-base interferometry (Vlbi). Le ricostruzioni ottenute hanno rilevato un disco di accrescimento e un getto di materiale che fuoriesce dal centro; tracce inequivocabili di un buco nero supermassiccio.

Lorenzo Delli Più che telescopio si tratta di un "array" mondiale di radiotelescopi.

La prima immagine di un "orizzonte degli eventi" e dunque la prima prova sperimentale dell'esistenza di un buco nero: questo lo spettacolare risultato del progetto Eht, un risultato fondamentale per la moderna astrofisica presentato in sei conferenze stampa tenutesi contemporaneamente nel mondo. Nell'aprile del 2017 la rete di astronomi, che si è gradualmente allargata nell'ultimo decennio, contava otto telescopi sincronizzati da orologi atomici che per dieci giorni consecutivi hanno scrutato, alternandosi, il centro della Via Lattea e della galassia M87. Ma perché una foto del genere è così importante?

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