Pubblicato: Gio, Aprile 11, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Il governo approva il Def, rischio aumento Iva. Di Maio: "Lo eviteremo"

Il governo approva il Def, rischio aumento Iva. Di Maio:

"Una maggiore adesione spontanea all'obbligo tributario e il contrasto vigoroso dell'evasione fiscale sono essenziali per aumentare il gettito fiscale, consentendo di ridurre le aliquote fiscali e rendendo il sistema tributario più equo", scrive l'Ocse nel Rapporto sull'Italia che, tra le raccomandazioni, contiene quella di "evitare i condoni fiscali ripetuti" e anche quella di "abbassare la soglia massima per i pagamenti in contanti". Quota 100 e Reddito di Cittadinanza sono state fatte partire, ma le coperture ipotizzate in campagna elettorale sono rimaste soltanto delle buone intenzioni. Lo si legge in una nota della Presidenza del Consiglio, in cui viene sottolineato che "il documento conferma i programmi di governo della legge di bilancio e il rispetto degli obiettivi fissati dalla Commissione europea". "La politica di bilancio espansiva e una debole crescita faranno lievitare il disavanzo delle finanze pubbliche, che passerà dal 2,1% del Pil nel 2018 al 2,5% nel 2019" mentre il debito salirà al 134%. Le associazioni dei risparmiatori coinvolti nelle crisi bancarie (Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, Carife e banche venete) presenti oggi all'incontro sono state chiamate a votare per alzata di mano, 17 hanno accolto la proposta messa a punto dal ministro dell'Economia e due si sono dette contrarie: 'Noi che credevamo in Banca Popolare di Vicenza' e il coordinamento 'Don Torta'. Adesso nel Def invece si ammette che la crescita sarà del 0,2% nel 2019 e dello 0,8% nei prossimi tre anni. "Bene questo bagno di realismo, perché un'operazione verità è determinante per il Paese e per il Governo stesso". Ovviamente si deve contrastare la corruzione, ma non bloccando tutto. La partita è con la Lega e i suoi due scaglioni (i 5 Stelle ne vorrebbero tre per accentuarne la progressività) e con il titolare di via XX Settembre ("Non è quello che abbiamo promesso"), una partita che durerà ancora molti mesi.

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Dal documento ufficiale si legge inoltre che il deficit dovrebbe raggiungere il 2,4% del PIL per poi ridursi fino all'1,5% nel 2022 fino al pareggio strutturale. Matteo Salvini infatti ha detto che comunque lui vuole andare avanti con questa proposta e che se non dovesse avere il loro appoggio comunque vuole portare avanti la legge e cercherà di farlo con chi può appoggiarlo. Per il 2020 ci sono 23 miliard idi clausole di salvaguardia che si tradurranno in aumenti Iva. Sempre che le elezioni europee non facciano saltare il banco prima. Ma il rischio è che dappertutto, e non solo in Italia, si stia sottovalutando l'importanza della crescita.

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