Pubblicato: Mer, Aprile 10, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Libia, l’Eni fa evacuare il personale italiano per l’arrivo di Haftar

Libia, l’Eni fa evacuare il personale italiano per l’arrivo di Haftar

In Libia si combatte e gli scontri a sud di Tripoli e a Jufra, tra le forze dell'Esercito nazionale libico e le forze anti-Haftar, sono in aumento.

Queste si sono schierate a sostegno del premier sotto assedio, per respingere l'offensiva.

Qatrani ha detto che Fayez al-Sarraj è "controllato" dalle milizie e tale azione "condurrà la Libia solo verso ulteriori sofferenze e divisioni". Proprio il leader di Tripoli, ha accusato il generale di "tradimento" nel corso di un discorso televisivo pronunciato sabato e riportato da Al Jazeera, puntando il dito contro l'avanzata delle forze della Cirenaica e rinfacciando la violazione dell'intesa di pace stipulata dopo gli incontri di Parigi: "Abbiamo steso le nostre mani verso la pace ma dopo l'aggressione da parte delle forze di Haftar e la sua dichiarazione di guerra contro le nostre città e la nostra capitale non troverà nient'altro che forza e fermezza".

Haftar, che con il suo esercito si è sostanzialmente messo contro quello che dovrebbe essere il suo governo, è malvisto specialmente dalle milizie islamiste in quanto viene accusato di essere al soldo di Washington poiché, fatto prigioniero nel 1987 dall'esercito ciadiano in occasione della "Guerra delle Toyota", è stato poi prelevato dalla Cia e portato negli Usa, dove vi è rimasto fino al 2011 per ricomparire in Libia a comandare la piazza di Bengasi nell'insurrezione che ha portato alla deposizione di Muammar Gheddafi. Damiano afferma che i lavoratori italiani in Libia sono in ogni caso un numero ridotto.

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La situazione in Libia è sempre più caotica ed esplosiva.

Il portavoce delle forze armate del governo di accordo nazionale di Sarraj, il colonnello Mohamed Gounonou, ha intanto annunciato l'inizio della controffensiva "vulcano di rabbia" per "ripulire tutte le città dagli aggressori e dalle forze illegittime", ovvero gli uomini del generale Khalifa Haftar. Il raid, che ha colpito una delle piste di atterraggio, non ha causato vittime e per ora non è stato rivendicato. Nella capitale i cittadini stanno cominciando a fare scorte di benzina e prodotti di prima necessità nei supermercati.

Nel frattempo il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres avrebbe proposto a Fayez Serraj e Khalifa Haftar un incontro a Ginevra per fermare l'escalation militare, incontro al quale il generale avrebbe acconsentito, rifiutando però la richiesta di fermare l'operazione per la 'liberazione' di Tripoli. "Stiamo monitorando l'evolversi della situazione con molta attenzione" ha detto all'AdnKronos un portavoce del gruppo petrolifero italiano che "non ha personale attualmente presente a Tripoli". "Garantiamo la sicurezza e l'onore ai nostri cittadini, ai loro beni, e ai nostri ospiti stranieri di tutte le nazionalità".

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