Pubblicato: Mar, Aprile 09, 2019
Medicina | Di Gottardo Magnano

Un fungo resistente ai farmaci mette in allarme il mondo

Un fungo resistente ai farmaci mette in allarme il mondo

Il rischio che si diffondano epidemie dovute a virus, batteri e funghi è però ancora oggi concreto, perché si tratta di agenti che evolvono, riuscendo spesso a diventare resistenti ai farmaci. I casi segnalati di persone che hanno contratto la Candida auris sono stati 587 casi, di cui 309 a New York.

Il suo nome è Candida auris, aggredisce le persone con il sistema immunitario indebolito e si sta diffondendo in tutto il mondo. Dopo 90 giorni l'uomo morì, ma nella stanza fu necessario cambiare il soffitto e il pavimento perché la resistenza del fungo era tale che qualunque trattamento era stato vano. Era ovunque, e non è servita a nulla la disinfestazione per eliminarlo: il fungo è così invasivo che l'ospedale ebbe bisogno di un'attrezzatura per le pulizie speciale per liberarsene. "Tutto era positivo ai test: i muri, il letto, le porte, le tende, i telefoni, il lavandino, la lavagna, i pali per le flebo", ha spiegato il dottor Scott Lorin, direttore dell'ospedale.

La Candida auris risulta capace di causare infezioni pericolose, che possono diventare letali nel caso in cui raggiungano il fluido sanguigno. In particolare è un lievito del genere Candida; è lo stesso della Candida albicans, che causa la fastidiosa e diffusa candidosi vaginale sessualmente trasmissibile. I sintomi della candidosi, sono generici: febbre, dolori e stanchezza. I sintomi, troppo simili a quelli di altre malattie, non ultima l'influenza, fa sì poi che si intervenga tardivamente. Nella maggior parte dei casi la Candida Auris è resistente ad uno dei farmaci più utilizzati (fluconazolo) ma nel 30% dei pazienti non hanno effetto anche a due o più medicinali antimicotici. Inoltre resta presente nell'ambiente in cui è stata una persona infetta a meno che non si faccia una disinfezione molto lunga e complessa, come dimostra l'esempio dell'ospedale newyorkese.

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Si tratta di una specie di fungo detto "lievitiforme" che è stato descritto per la prima volta nel 2009, dopo essere stato osservato nell'orecchio di una paziente in un ospedale geriatrico giapponese. Secondo gli esperti la differenziazione tra i vari ceppi è avvenuta migliaia di anni fa. Sembra che solo di recente, e in diversi posti contemporaneamente, siano diventati resistenti agli antimicotici, cioè i farmaci contro i funghi.

Al momento non è ancora chiaro come avvenga la trasmissione del Candida auris, ma si pensa che il contatto con superfici contaminate o persone contaminate possa essere la causa. Usati in eccesso, avrebbero creato un ambiente così ostile ai funghi da far diffondere i pochi resistenti, facendoli prima proliferare e poi spostarsi. Durante le analisi di routine post-operatorie è stato scoperta la presenza di un infezione fungina causata dalla Candida auris. Fino al 2018, quando il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha diffuso una propria valutazione sui rischi legati alla C. auris, c'erano stati casi in 6 paesi dell'Ue: Austria, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito e Spagna. Tra il 2013 e il 2017 ci sono stati 620 casi nei paesi dello Spazio economico europeo: per lo più in Spagna e nel Regno Unito. La Candida auris è così resistente, in parte, perché impermeabile ai principali farmaci antifungini. Ora accanto all'emergenza dei batteri antibiotico resistenti, dobbiamo fronteggiare anche i funghi resistenti. Sono dunque al vaglio nuove cure, ma ciò che si può fare per scongiurare i rischi legati a questi nuovi germi è limitare al minimo indispensabile l'utilizzo di antibiotici e antimicotici. Addirittura si prevede che in futuro una pandemia globale potrebbe portare seriamente alla decimazione della popolazione.

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