Pubblicato: Sab, Marzo 16, 2019
Cultura | Di Socrate Ginnetti

Ghali presenta il nuovo singolo I Love You a San Vittore

Ghali presenta il nuovo singolo I Love You a San Vittore

Il tema della detenzione è molto caro all'artista, che l'ha vissuto in famiglia sulla sua pelle: proprio partendo dalla sua storia, sostiene l'importanza di amare non solo familiari e amici, ma anche chi appare come estraneo. La canzone è stata descritta da Ghali come una "lettera d'amore a un carcerato immaginario". Un concetto espresso sia nella copertina del singolo - dove si intravede la figura dell'artista in prigione con una palla stroboscopica legata al piede - sia nelle attività social che Ghali sta mostrando in questi giorni esprimendo, con attenta sensibilità, il suo desiderio di dare valore sociale alle parole del brano e di stare vicino al prossimo. L'amore e la speranza possono cambiare in meglio qualsiasi situazione. Anche la più difficile.

I muri si mettono a tremare quando Ghali decide di alzare al massimo il volume del suo nuovo singolo 'I Love You', presentato a una sessantina di detenuti e detenute under 25 del carcere di San Vittore. La base è valida, strofe ("E piango in discoteca come gli Alcazar / Sboccio, ma non bevo, sono in Ramadan / Ho quaranta ladroni come Alì Babà / Non finiamo in rehab, ma finiamo il kebab") e ritornello ("I Love You, Yeah" ripetuto all'infinito) un poco meno.

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"Stavolta ho preferito parlare a chi mi sta a fianco", ha raccontato Ghali in un videoriassunto della sua esperienza presso la Casa Circondariale. A un anno dall'uscita nulla è cambiato - dice Ghali - e ho deciso di dedicare un'altra canzone d'amore a chi mi sta affianco, alla prima persona che potrebbe cambiare le cose, al primo futuro, quindi a un amico, un fratello o una sorella. Perché forse bisogna guardarsi a fianco prima di cercare di cambiare la testa di chi tra di noi non vuole mai scendere a giocare. "Non ho ancora perso le speranze".

L'incontro, al quale hanno partecipato cinquanta detenuti e una ventina di giornalisti, è iniziato con la proiezione di alcune interviste realizzate dall'artista ai detenuti che raccontano la loro storia ed è proseguito con un filmato di Ghali insieme ai detenuti nel cortile, dove con l'artista napoletano Jorit hanno realizzato un murales ispirato alla canzone. Una parte dello stesso murales, dipinta su tela, verrà venduta all'asta e i ricavati devoluti al reparto giovani detenuti del carcere (18-25 anni) e al reparto femminile. "Uno dei motivi principali è il fatto che ha trascorso troppo tempo in prigione e io l'ho conosciuto più dentro che fuori".

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