Pubblicato: Ven, Marzo 15, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brexit, maggioranza risicata per l'esclusione del "No deal"

Brexit, maggioranza risicata per l'esclusione del

May ha confermato per domani un nuovo voto su una mozione che apra la strada un "breve rinvio" della Brexit, legandolo però alla disponibilità della Camera ad accettare il suo accordo come testo di base.

Se invece l'opzione 'no deal' verrà respinta nel voto, giovedì i Comuni saranno chiamati a decidere se chiedere all'Unione europea una proroga dell'Articolo 50, rinviando così la Brexit. "Se l'attuale Accordo di divorzio viene approvato" a Westminster "è molto probabile che il Regno Unito debba chiedere una proroga di 2-3 mesi, al fine di mettere in campo le misure necessarie per attuarlo".

"La mancanza di un accordo è lo scenario peggiore perché rischia di rallentare il flusso dell'export, ma a preoccupare è anche il rischio che con l'uscita dall'Unione Europea si affermi in Gran Bretagna una legislazione sfavorevole alle esportazioni agroalimentari italiane" afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini. Nella serata di ieri, infatti, la Camera dei Comuni britannica ha respinto per la seconda volta l'intesa siglata con Bruxelles e che, lunedì, aveva limato fino a tarda notte. La data fissata per la Brexit è quella del 29 marzo. Il partito laburista non ha appoggiato l'emendamento e i suoi deputati si sono astenuti rimanendo in aula durante la votazione. "L'UE ha fatto tutto il possibile".

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È stato bocciato, questa volta per pochi voti (314 voti contro 311), anche un emendamento bipartisan alla mozione sulla richiesta di un rinvio della Brexit che avrebbe imposto al governo May di consentire al Parlamento di proporre "voti indicativi" su piani di divorzio dall'Ue diversi da quello della premier Tory. E la mozione emendata ha vinto con una larga maggioranza, di 321 contro 278, dando un ennesimo schiaffo alla linea dettata dalla premier Theresa May, costretta a un'ennesima dimostrazione pubblica di quanto poco controllo abbia sull'intero processo della Brexit, nonostante le lontane promesse di essere una leader forte e stabile. Altrimenti ha evocato un rinvio a più lungo termine con l'inevitabile partecipazione britannica alle elezioni europee di maggio. Non è detto che vincano i laburisti pro Ue e i conservatori potrebbero essere guidati da un euroscettico come Boris Johnson. Tra i prodotti italiani più venduti, il primo è il vino, che rappresenta il 24% del totale delle esportazioni Oltremanica, con un fatturato superiore a 830 milioni di euro.

"Se usciamo senza un accordo, imposteremo a zero la maggior parte dei nostri dazi sulle importazioni, mentre terremo i dazi per le industrie più sensibili", ha spiegato il Ministro delle Politiche Commerciali, George Hollingbery. Ma cosa succede ora?

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