Pubblicato: Mer, Marzo 13, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Chiamparino chiede a Salvini un refendum sulla Tav il 26 maggio

Chiamparino chiede a Salvini un refendum sulla Tav il 26 maggio

Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, in Basilicata in vista delle regionali del 24 marzo.

Nella missiva il presidente sottolinea "con preoccupazione la situazione di incertezza che si è venuta a generare intorno alla regolare esecuzione dei lavori della Torino-Lione e del rispetto degli accordi internazionali che vedono impegnata l'Italia" e prosegue "anche se la consultazione popolare potrebbe essere svolta con metodi diversi dai tradizionali sistemi di voto elettorale, ritengo che un tema così delicato pretenda di essere affrontato con uno strumento di voto certo e trasparente". Il tentativo di sottrarsi alle polemiche ad alta velocità che hanno contraddistinto questi giorni è testimoniato anche dalle parole di Luigi Di Maio: "Salvini dice che noi non vogliamo le opere?" Ai piemontesi si chiederà se ritengono che la Regione debba "attivarsi in tutte le sedi per la rimozione degli elementi di impropria protrazione delle attività di realizzazione dell'opera e degli effetti negativi immaginati sia sul territorio, per la mancata attivazione dei cantieri di lavori, sia prospettici, conseguenti all'isolamento del territorio dai grandi collegamenti di trasporto europei". Questo vuol dire che "stante le risorse Ue i fondi vengono messi su altri progetti".

Tav, ora si parla di un possibile referendum il 26 maggio, in contemporanea con le elezioni europee e regionali. Sulle infrastrutture, però, il governo annuncia nuovi provvedimenti, a partire dallo sblocca-cantieri: "Non faccio critiche alle intenzioni, ma sono stufo dei decreti targati come un tweet", risponde Chiamparino, che poi rivela: "Aspetto un incontro con Danilo Toninelli dal 5 giugno 2018. Magari.ma Chiamparino ignora che non si può perché manca la legge della Regione".

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È quanto dichiara in una nota il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il premier, inoltre, nega di aver mai parlato di "Mini Tav": "Non ho mai concepito una Mini Tav perchè non sono un tecnico e nessuno mai mi ha portato una Mini Tav sul tavolo". Il premier Conte, da parte sua, una volta salvati i bandi e la possibilità di ritirarli, preferirebbe parlare d'altro e ieri ha denunciato una vera e propria "ossessione" sulla Tav, in particolare da parte della stampa. Intanto il dossier è tutto in mano a lui che smentisce anche l'idea di una mini-Tav mentre il paese di Emmanuel Macron ribadisce "l'impegno ad attuare il trattato bilaterale". Non e' vero ma non voglio commentare, siamo alleati di governo ed entrambi vogliamo che il governo vada avanti.

Non tarda la replica di Chiamparino il quale, in attesa di un riscontro da Salvini, spiega come tecnicamente la richiesta non sia per un referendum ma per una consultazione, così come prevista dallo statuto della Regione: "Mi permetto di ricordare al presidente del Consiglio che non ho mai chiesto un referendum sulla Tav, ma una consultazione popolare che riguarda i cittadini del Piemonte e che è prevista dallo statuto regionale, che la consente per interrogare i cittadini su un tema specifico".

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