Pubblicato: Mar, Marzo 12, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Tav, Conte: "Telt non farà bandi, solo attività preliminari"

Tav, Conte:

3 Cos'è la Telt e cosa ha risposto al premier?

"L'obiettivo è di salvaguardare l'integrità della contribuzione del finanziamento europeo consentendo l'approfondimento e il libero confronto tra Italia e Francia e con l'Unione europea": Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare la Torino-Lione, spiega così la decisione di dare corso alle procedure di gara relative ai lavori in Francia. Ha sede sia in Francia che in Italia e prevede la partecipazione di capitale pubblico sia di Francia che di Italia (ministero dell'ambiente francese e Ferrovie dello Stato italiane).

Poi è arrivata l'analisi costi-benefici richiesta dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e, in seguito, gli altri pareri di tecnici indipendenti che il presidente del Consiglio si è premurato di ascoltare: "Se l'analisi costi-benefici non avesse retto, avrei detto sì a Salvini e no a Di Maio, anche se sapevo che avrei messo in forte difficoltà il M5S". Un modo per galleggiare fino alle Europee senza decidere. La stessa commissione europea, attraverso il suo rappresentante, aveva comunicato all'Italia la necessità di procedere con la procedura di gara entro il 31 marzo, pena la perdita di una prima tranche delle risorse. Ma a quanto pare è stata trovata una soluzione prevista dal diritto francese.

Un escamotage giuridico offerto dal diritto privato francese per prendere tempo sulla Tav. Inoltre, su mandato dello stesso Conte, sono stati ricalcolati i costi-benefici, ed il saldo negativo sembra essere 3,5 miliardi e non più 7.

Beh, in effetti sembrerebbe essere così. Come preannunciato nella lettera inviata sabato scorso dal presidente e dal direttore generale alla presidenza del Consiglio italiano, il Cda avvierà la prima fase di candidatura con un invito alle imprese che vorranno presentarsi per concorrere all'assegnazione futura dei lavori.

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"Conte vuole ridiscutere il progetto, non semplicemente escluderlo, ma rivederlo con le autorità francesi".

Guardi, credo non ci siano precedenti.

Quindi nessun bando e nessuna gara? Ma siglata la tregua, i vicepremier tornano a rassicurare sulla tenuta del governo. "La Tav - ha aggiunto - è una delle tante opere pubbliche, in Italia ci sono 300 cantieri da riaprire, contiamo che nell'arco di qualche giorno ci sia un decreto urgente sblocca cantieri, si deve rivedere il malefico codice degli appalti". Ma ho la netta sensazione che finché non si voterà per le elezioni europee del 26 maggio, non accadrà proprio niente. E questo "in qualunque momento", senza che ciò generi oneri "né per la stazione appaltante né per gli Stati".

"Adesso però bisogna pretendere dalla Lega il rispetto del contratto di Governo e compiere tutti i passi per fermare l'opera, il primo e immediato è lo stop ai bandi Telt".

Come questo: