Pubblicato: Lun, Marzo 11, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Riscatto agevolato della laurea per gli under 45, al via le domande

Riscatto agevolato della laurea per gli under 45, al via le domande

La norma all'interno del decreto quota 100 prevede una possibilità di riscatto agevolato degli anni di studi universitari rispetto al percorso ordinario.

Riscatto della laurea agevolato al via per gli under 45. L'Inps ha pubblicato nei giorni scorsi la circolare con le istruzioni per procedere.

Come si calcola il riscatto Va sottolineato che nel calcolo del riscatto si parte dal novembre del primo anno di immatricolazione e si va avanti solo del numero di anni della durata legale del corso (non contano gli anni fuori corso) anche se per arrivare alla laurea vengono impiegati più anni.

E' possibile riscattare i periodi non coperti da contribuzione nella misura massima di cinque anni anche non continuativi.

Abbiamo redatto una guida completa sui lavoratore che possono beneficiare della misura sperimentale, valida per tre anni dal 2019 al 2021.

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La facoltà di riscatto di cui all'articolo 20, commi da 1 a 5, è riconosciuta in favore degli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 e non già titolari di pensione. Sono escluse, pertanto, le Casse per i liberi professionisti o gli ordinamenti previdenziali di Stati esteri.

Si tratta di "un metodo meno costoso di quello tradizionale per i periodi contributivi", che "prende invece come riferimento non una base forfettaria ma l'ultima retribuzione imponibile del lavoratore prima della richiesta per applicare la percentuale del 33 per cento". La quota da pagare per riscattare gli anni di laurea può essere versata in unica soluzione oppure in un massimo di 60 rate mensili, ciascuna di importo non inferiore a 30 euro, senza applicazione di interessi per la rateizzazione.

Nei casi in cui la domanda sia presentata dal parente o affine o dal datore di lavoro, in fase di presentazione della stessa è necessario che sia acquisito il consenso del soggetto interessato.

La domanda può essere presentata dal diretto interessato o dal suo superstite o, entro il secondo grado, dal suo parente e affine. La Lega, fra le proposte di modifica al decretone, ha presentato infatti un emendamento alle Commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera per cancellare il requisito consentendo così a chiunque di usufruire della norma e poter quindi aumentare il monte contributivo ai fino della pensione.

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