Pubblicato: Gio, Febbraio 14, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Tav: analisi costi-benefici boccia progetto, Lega e M5s divisi, deciderà governo

Tav: analisi costi-benefici boccia progetto, Lega e M5s divisi, deciderà governo

Si espone anche Paolo Foietta:"Analisi-truffa, i tecnici hanno attaccato il carro dove voleva il padrone".

Nello scenario che la commissione ritiene più credibile i flussi che la Tav drenerà dal traffico stradale vengono ridotti della metà rispetto alle previsioni dell Osservatorio, la domanda generata per passeggeri su lunga percorrenza viene ridotta dal 218% al 50% di quella attuale, e pure la domanda dei passeggeri regionali viene dimezzata.

"I numeri parlavano questo linguaggio già prima e su questi si basa il parere negativo".

Il giorno dopo la pubblicazione dell'analisi costi-benefici che boccia la Tav, il M5s è solo nella difesa del professor Marco Guido Ponti, il capo della Commissione del Ministero dei Trasporti che ha prodotto lo studio. La commissione incaricata dal collega ai Trasporti, Danilo Toninelli, ha fatto un lavoro complesso e articolato: "circa 7 miliardi di euro il passivo stimato". Il ministero - non sia detto per inciso - è quello guidato dal ministro Cinque Stelle Toninelli, quello che "chi se ne frega di andare a Lione". Per l'ex segretario Pd Maurizio Martina c'è stata "una strumentalizzazione politica, una furia ideologica" e denuncia una non imparzialità dei commissari, connotati sul fronte No Tav.

L'analisi tuttavia solleva molte perplessità.

Meno traffico e aria più pulita. È la loro consistenza, semmai, a far discutere: secondo la commissione Ponti i vantaggi sarebbero limitati in entrambi i campi, e comunque non sufficienti a bilanciare i costi dell'opera. Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi.

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I benefici ambientali sono valutati attribuendo un valore economico alle minori emissioni: a ogni tonnellata di Co2 non immessa nell'atmosfera è assegnato un effetto positivo di 90 euro per minori danni ambientali. Nel secondo le stime, assai ottimistiche, sono riviste alla luce di scenari "più realistici". Nonostante nelle ultime settimane sia circolata l'idea che neppure una pietra è stata mossa ai piedi del Moncenisio, in realtà sul versante francese sono stati scavati circa 26 chilometri di gallerie, di cui 7,4 destinati al passaggio dei convogli, mentre sul versante italiano è stato realizzato un tunnel di circa 7 chilometri necessario a portare i mezzi escavatori nel cuore della montagna. Anche assumendo che servano 1,5 miliardi per ripristinare i luoghi dei cantieri e ammodernare la vecchia linea del Frejus, come sostiene il costruttore italo-francese Telt, il risultato resta negativo per 5,7 miliardi.

"Sette miliardi di costi in perdita per la Tav, 400 milioni per il ripristino se l'opera non si fa, 1,5 miliardi per mettere in sicurezza la linea ferroviaria esistente".

Il deputato grillino Luciano Cantone ha risposto a Roberto Rosso di Forza Italia che ha accusato il M5S di fare una scelta ideologica.

Determinare quanto costerebbe fermare l'opera, allo stato delle cose, sembra impossibile.

Ed è su questo nodo che, prevedibilmente, si giocherà il futuro della TAV.

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