Pubblicato: Gio, Febbraio 14, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Spagna, Parlamento boccia la finanziaria

Spagna, Parlamento boccia la finanziaria

Il parlamento spagnolo ha bocciato la legge di bilancio presentata dal governo di minoranza del socialista Pedro Sanchez, una mossa che porterà il paese iberico alle elezioni anticipate. Starà ora al premier Pedro Sanchez decidere se sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate, come reclamano Pp e Ciudadanos.

Ma i partiti catalani hanno deciso di votare contro Sanchez, dopo avere incassato la totale chiusura di Sanchez alla possibilità di convocare un referendum sulla secessione della regione diBarcellona: nel voto sulla Finanziaria, 191 parlamentari hanno votato contro, solo 158 a favore, con un'astensione. La fine naturale della legislatura sarebbe prevista per il 2020.

I tentativi di evitare il fiasco sono andati avanti fino all'ultimo, con un attivismo più accentuato da parte del leader di Podemos, Pablo Iglesias, che si è messo in contatto persino con l'esiliato ex presidente catalano Carles Puigdemont per convincerlo della convenienza, anche per gli indipendentisti, di un "sì" al bilancio. Forse già ad aprile.

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Nel bocciare il bilancio, Erc e PdeCat si sono uniti al Partito popolare e Ciudadanos che si oppongono al governo. E ad altri piccoli partiti regionali che trovavano il bilancio troppo sbilanciato verso la Catalogna, nel tentativo di ingraziarsi i secessionisti. Secondo i media, che citano fonti del governo, Sanchez sceglierà ora di andare ad elezioni anticipate.

Si avvia così a conclusione una legislatura con un parlamento frammentato che ha prodotto due governi con fragili maggioranze.

I partiti nazionalisti catalani che finora avevano garantito l'appoggio esterno a Sanchez, avevano posto come condizione per il loro voto favorevole l'apertura di un negoziato su un referendum di autodeterminazione della Catalogna. Secondo la maggior parte dei sondaggi, in caso di nuove urne potrebbe prevalere una coalizione fortemente orientata a destra con la partecipazione del partito sovranista Vox, reduce dal successo alle urne in Andalusia.

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