Pubblicato: Mar, Febbraio 12, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brusca frenata del Pil italiano nel 2019

Brusca frenata del Pil italiano nel 2019

"Tra i maggiori Stati membri, revisioni al ribasso della crescita sono state considerevoli", sottolinea la Commissione.

Altro che recessione tecnica. Secondo le previsioni il PIL della zona euro dovrebbe crescere dell'1,3 % nel 2019 e dell'1,6 % nel 2020 (previsioni d'autunno: 1,9 % nel 2019 e 1,7 % nel 2020). Nel 2018 la crescita è stata dell'1%.

More news: Devil May Cry 5: disponibile la seconda demo

Queste stimano una crescita del Pil italiano nel 2019 dello 0,2%, la più bassa nell'Unione europea, mentre il governo ne stima una dell'1%, o più, dopo aver abbassato le iniziali stime dell'1,5%. Il Commissario agli affari economici Moscovici ha voluto sottolineare che la stima al ribasso per l'Italia è data dal calo degli investimenti in particolare, e all'incertezza del governo. L'elenco degli eventi e delle scuole partecipanti è disponibile sul sito www.primaveradelleuropa.eu coordinato dalla rete Eurodesk-Italy Incontri nelle università Grazie ad un progetto di rete dei Centri di Documentazione Europea (CDE), durante la "Primavera dell'Europa" diverse università e biblioteche italiane ospiteranno eventi e incontri pubblici per promuovere la partecipazione dei giovani alle prossime elezioni europee e informare sulle principali politiche europee. "Parliamo di una politica con un livello d'investimento di più dello 0,5% del Pil".

Per il 2018 (**) il dato reale sulla crescita del Pil non è ancora acquisito, abbiamo quindi riportato la stima fatta dall'Istat a fine novembre. L'ltalia, in realtà, non aveva fatto meglio, secondo i dati della Commissione europea, crescendo solo dello 0,6% rispetto alla media dell'eurozona, balzato dallo 0,3% al +1,7%. Ovvero una crescita di due punti. Sono gli interrogativi posti dal giornalista Piero Badaloni, moderatore dell'incontro odierno di Retinopera a Roma, nel corso del quale è stato presentato il documento "I 6 punti dell'Europa che vogliamo", un testo condiviso in vista delle elezioni europee del prossimo 26 maggio. "Occorre far passare la differenza chi crede nell'Europa e chi la vuole indebolire". Anche Germania e Olanda tirano il freno ma lo stop italiano è record in Ue, lascia il Paese ultimo in classifica e l'unico con un Pil sotto il punto percentuale. Perché fanno questo al Paese? Lo si evince bene dalla nuova impennata dello spread che ha chiuso a 280 dopo il drastico giudizio del Fmi.

Come questo: