Pubblicato: Ven, Febbraio 08, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Tutto pronto per per evacuare da Londra la regina Elisabetta

Tutto pronto per per evacuare da Londra la regina Elisabetta

Naturalmente, se la Gran Bretagna decidesse un'uscita traumatica dall'Unione europea. Ma qualcuno li ha recuperati.

Si tratta di una nuova e autorevole critica che si aggiunge a quella delle associazioni ambientaliste sui ritardi che emergono dalle bozze dei piani del governo per istituire un'agenzia di controllo ambientale indipendente. In un editoriale pubblicato sul settimanale e The Sunday Telegraph May ha però affermato di voler battersi per la Gran Bretagna e l'Irlanda del Nord per eliminare la clausola del "backstop", ovvero la soluzione temporanea pensata per evitare una frontiera fisica fra le due Irlande, proibita peraltro dagli accordi di pace del Venerdì Santo. Nell'eventualità che dovessero scoppiare scompigli e rivolte, a causa di un malcontento della frangia "remain", o dei più realisti che vedono l'assurdità di un'uscita senza accordi con un'organizzazione le cui regole sono state seguito per ben più di 40 anni, il governo ha rispolverato Operation Candid, il progetto di evacuazione concepito durante la Guerra Fredda.

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Intanto, il premier britannico Theresa May ha assicurato che il voto della Camera dei Comuni le ha conferito "un nuovo mandato" per negoziare con Bruxelles i termini della Brexit, malgrado l'Ue abbia ribadito nei giorni scorsi che l'intesa già approvata dai Ventisette non può essere rimessa in discussione. A breve possibile un incontro con il governo per fare il resoconto di questo incontro con l'Unione Europea. Anche se Partito popolare europeo e destre varie non vorrebbero mettere troppo all'angolo i loro alleati Conservatori e Unionisti nordirlandesi. In caso di "hard Brexit" gli effetti sarebbero disastrosi. "Nonostante le assicurazioni dei governi britannico e irlandese che vogliono mantenere il mercato unico dell'elettricità su tutte le isole, fino a oggi non c'è chiarezza sui progressi".

La premier ha poi ricordato di aver accettato l'inserimento del backstop nel testo dell'accordo sulla Brexit raggiunto a novembre con l'Ue (uno strumento visto come il fumo negli occhi dagli alleati unionisti del Dup di Arlene Foster, ma in realtà accolto di buon grado da diverse aziende nordirlandesi), ripetendo tuttavia che la successiva bocciatura parlamentare a valanga di quel documento impone ora modifiche sul punto.

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