Pubblicato: Mar, Febbraio 05, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Carige, Di Maio fa i nomi dei presunti responsabili della crisi

Carige, Di Maio fa i nomi dei presunti responsabili della crisi

Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro ha poi chiarito: "Ad ora non sappiamo se intervenire con fondi pubblici, ma se decideremo di mettere soldi dei cittadini nella banca, la banca diventerà dei cittadini", ribadendo, comunque, che un eventuale intervento dello Stato sarà finalizzato a salvare e tutelare i risparmi dei cittadini e i posti di lavoro.

La crisi della Carige è dovuta alla "gestione scellerata non solo per l'incompetenza dei manager ma anche per le commistioni della politica".

Di Maio ha detto di voler "pronunciare nomi e cognomi" di personaggi politici legati alla crisi di banca Carige. Di Maio sottolinea che "si passa da destra a sinistra". In modo del tutto irrituale, vista la riservatezza dei dati e perciò scatenando un vortice di polemiche, il vicepremier ha così motivato la sua scelta: "I responsabili di questo disastro dovranno essere resi pubblici e pagare le conseguenze dei propri errori".

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Delle persone indicate Di Maio ha ricordato i ruoli svolti nell'istituto, tra cui quelli di consiglieri d'amministrazione e di direttore generale.

"Per lungo periodo - ha proseguito il vice premier - Carige ha assunto rischi molto alti su numerose operazioni discutibili". Però, se si segue un procedimento meno enfatico, si capisce bene che se c'è una responsabilità ci deve essere una conseguente azione di responsabilità formale da parte dei commissari: se c'è, sarebbe prudente attendere l'esito della procedura, se non c'è vuol dire che l'identificazione delle responsabilità fatta pubblicamente da un ministro è un uso distorto o addirittura un abuso della propria funzione istituzionale. E Alessandro Repetto, ex presidente della Provincia di Genova e parlamentare dell'Ulivo. Tra questi, il Ministro ha citato Alessandro Scajola, ex vicepresidente di Banca Carige, fratello di Claudio, Sindaco di Imperia, e papà di Marco, assessore regionale. Tra questi troviamo: un debito 450 milioni per i finanziamenti erogati al Gruppo Messina; 250 milioni concessi con estrema leggerezza al Parco degli Erzelli, una cittadella tecnologica fortemente voluta dalla politica ligure realizzata solo a metà sulla collina di Cornigliano; 35 milioni per un mutuo concesso al gruppo Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone; 20 milioni al gruppo che fa capo Beatrice Cozzi Parodi.

Un altro ex consiglieri è Giovanni Marongiu, sottosegretario nel governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi. Prestiti o fidi, in parte sanati, ma che hanno causato sofferenze alla Banca, sono stati erogati per svariate decine di milioni di euro ad alcune società riconducibili al dott.

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