Pubblicato: Ven, Febbraio 01, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

L'opposizione: "Negozieremo solo l'uscita di Maduro"

L'opposizione:

Dall'altra parte dell'Oceano, il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi, spiegando in Senato la posizione del governo dopo le tensioni tra Lega e Cinque Stelle, ha riferito che l'Italia è pienamente allineata con l'Unione Europea sulla questione. Li ritengo responsabili di tutto ciò che potrebbe accadere al mio bambino di 20 mesi.

Sul fronte diplomatico, si muove poco: la lista dei Paesi che, seguendo l'invito degli Stati Uniti, riconoscono Guaidò s'allunga con l'Australia e Israele - non c'è da sorprendersene -, mentre l'Arabia saudita opera contro Caracas sul mercato del petrolio. Una proposta accolta con favore dallo stesso presidente Nicolas Maduro.

Il capo del partito di orientamento social democratico Volontà Popolare dice di aver intrattenuto degli incontri clandestini con alcuni generali e rappresentanti delle forze di sicurezza in Venezuela.

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Aldilà del caos politico e delle continue manifestazioni, rimane indelebile la crisi che da anni interessa l'economia venezuelana: con un PIL che, dall'insediamento di Maduro, ha perso la metà del suo valore, la cronica mancanza di generi di prima necessità, il collasso dell'assistenza sanitaria, una criminalità sempre più dilagante e la conseguente fuga di milioni di cittadini all'estero. Russia e Cina, i grandi protettori del regime chavista, parlano di "tentativo di golpe in Venezuela" e di "questione interna". Una cosa del genere, cioè Bolton che se ne va in giro con appunti che citano raggruppamenti di truppe in una zona caldissima, in Italia la rendiamo ormai per canone con la famosa frase di Emilio Fede diventata refrain dei servizi più imbarazzanti di Striscia la Notizia. Chiaramente, una rivolta militare o quantomeno una diserzione parziale dei militari rappresenterebbe uno strumento utile per rovesciare il governo Maduro e portare avanti il programma di cambiamento del regime. Secondo Hakim, questo sarebbe il peggior scenario, perché porterebbe ad una crescente repressione e forse anche una diffusa guerra civile: "Con tutti i rischi che comporta avere governi paralleli". Come riferisce l'agenzia russa Ria Novosti, il Presidente Nicolas Maduro si è detto pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l'opposizione: "Sono pronto a sedere ad un tavolo negoziale con l'opposizione in modo da poter parlare a beneficio del Venezuela, la pace e il suo futuro".

Juan Guaido si è autoproclamato presidente ad interim, basandosi, a suo avviso, sulla Costituzione venezuelana, che prevede la destituzione del presidente e la sua sostituzione con il presidente dell'Assemblea Nazionale in determinate circostanze speciali.

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