Pubblicato: Ven, Febbraio 01, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Caso Diciotti in Giunta Senato. Salvini sarà sentito entro 7 giorni

Caso Diciotti in Giunta Senato. Salvini sarà sentito entro 7 giorni

"Altre persone non sono previste nelle procedure", ripete insistendo sul rispetto delle norme: "È evidente che non è una questione che si risolve con un video su Facebook o con una raccolta firme". Il premier Giuseppe Conte, a due giorni dal cambio di strategia di Matteo Salvini prova a sminare il caso chiarendo che, in Giunta, non sarà un "voto salva-Salvini" ma i senatori saranno chiamati a decidere se l'intervento del titolare del Viminale sulla Diciotti è stato, o no, di interesse pubblico.

Salvini aveva inizialmente chiesto di farsi processare, per poi fare marcia indietro. In particolare, a deputati e senatori Bongiorno avrebbe spiegato che la giunta non dovrà pronunciarsi sulla sussistenza del reato ma dovrà valutare se Salvini ha agito nell'esercizio delle sue funzioni di ministro. Da una parte, c'è il timore di perdere altri voti a sinistra, sposando la linea dura sull'immigrazione del Carroccio, e tradire la propria vocazione di partito vicino alla magistratura. "Passo le mie giornate lavorando, non elucubrando sui forse" ha affermato Salvini. E, al momento, l'annunciata memoria di Conte-Di Maio-Toninelli ha valore esclusivamente politico con il M5S che, rivolgendosi a parlamentari e base, intende spiegare la differenza tra il "caso Salvini" e quelli, di corruzione, peculato, tangenti, per i quali i pentastellati si battono storicamente per cancellare l'immunità. Che in Giunta ci sarà comunque. La vicenda si inquadra nell'ambito della politica sulle migrazioni che abbiamo seguito.

Ma qualcosa si sta muovendo. Nel 2018 ci sono stati circa infatti 23mila sbarchi contro i quasi 120mila dell'anno precedente, mentre da inizio anno si sono registrati 155 arrivi, a fronte di oltre 3100 avvenuti nello stesso periodo dell'anno precedente. Poi però Salvini ha cambiato idea: non vuole più il processo.

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Nell'interesse personale di Salvini o nell'interesse di tutti gli italiani? "A parole si è voluto far passare la rivoluzione, a fatti ci si comporta come nel passato". In citta' e' tutto pronto per dirlo forte e chiaro: "un ministro dell'Interno che difende il proprio Paese dall'invasione di clandestini e blocca il business degli scafisti non si tocca". Dunque, tutto resta nelle mani dei due vicepremier e dei vertici di M5S e Lega. Lo annuncia in una nota il senatore del M5S Mario Michele Giarrusso. E su questo non devono esserci deroghe, si sottolinea da più parti. "Anche perché, ad una votazione sul blog sicuramente i 5 stelle voteranno a favore dell'autorizzazione a procedere" confida un parlamentare pentastellato.

Il voto in Aula Entro 30 giorni da quando il Senato ha ricevuto i documenti (ossia entro il 23 febbraio) è previsto il voto della giunta (palese e con la maggioranza dei presenti). Ma nel Carroccio qualcuno potrebbe essere di avviso differente.

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