Pubblicato: Mer, Gennaio 30, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Venezuela, Guaidò prende il controllo dei beni all'estero. Sanzioni Usa sul petrolio

Venezuela, Guaidò prende il controllo dei beni all'estero. Sanzioni Usa sul petrolio

"Se ci saranno minacce contro Juan Guaidò", contro i diplomatici Usa, o contro l'Assemblea nazionale del Paese "la risposta degli Stati Uniti sarà significativa". sono le parole del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton.

Roma, 26 gen. (askanews) - Situazione tesissima in Venezuela, sull'orlo della guerra civile dopo che il capo dell'opposizione Juan Guaidò si è autoproclamato presidente ad interim sfidando apertamente il potere del presidente Nicolas Maduro, accusato di aver manipolato le elezioni del maggio 2018 e di essere stato rieletto solo grazie a massicci brogli.In una mossa concertata a tre, i governi di Francia, Germania e Spagna oggi hanno dato supporto alle rivendicazioni dell'opposizione, chiedendo che siano indette elezioni entro 8 giorni, e minacciando in caso contrario di riconoscere il governo di Guaidò.

"Gli europei sono arroganti in questo processo". Il 'Di qua o di là', in una Repubblica che è una Repubblica anche per brogli non troppo diversi da quelli venezuelani (viva i brogli, verrebbe da dire), è quindi chiarissimo: Maduro o Guaidò?

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Guaidó, intanto, ringrazia i leader europei per il loro "impegno nei confronti del popolo venezuelano nella nostra lotta per una nazione libera e democratica". "So che ci saranno conseguenze per riuscire a compiere questa missione e ristabilire la Costituzione occorre il consenso di tutti i venezuelani", ha detto alla folla mentre si autoproclamava presidente. "Se vogliono andarsene dal Venezuela, se ne vadano", ha replicato Maduro in un'intervista alla Cnn Turk ripresa dai media internazionali. In un tweet Guaidò segnala di "aver preso nota del messaggio", ma ha poi precisato che "come istituzione legittima e responsabile stiamo lavorando per verificare l'informazione".

Una scelta che gli Stati Uniti hanno fatto fin da subito, seguiti da numerosi Paesi sudamericani, dal Canada, da alcuni Stati Europei e anche da Israele.

Tre delle fonti citate da Reuters hanno detto che i mercenari arrivati in Venezuela sarebbero legati a "Wagner", gruppo formato per lo più da ex soldati che negli ultimi anni è intervenuto a sostegno dei militari russi impiegati in azioni militari in Siria (a fianco del presidente siriano Bashar al Assad) e in Ucraina (a fianco dei ribelli filo-russi). Le forze armate, ha detto il militare, hanno un ruolo "fondamentale" nel "ristabilire la democrazia" in Venezuela. Su questo punto Peskov ha risposto così: "La paura ha cento occhi". "L'Ue deve scongiurare la possibilità di un intervento armato".

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