Pubblicato: Dom, Gennaio 20, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Salvini: "Dedico quota 100 alla Fornero"

Salvini:

Per entrare nel dettaglio di come funzionerà la nuova misura, bisogna partire dai criteri anagrafici e contributivi: si parla infatti di maturare almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione, contro i 67 anni di età e 20 anni di lavoro necessari per raggiungere il pensionamento con il criterio ordinario (cioè l'assegno di vecchiaia). Il reddito di cittadinanza e Quota 100 rappresentano le misure con cui il Carroccio e i grillini sono riusciti a dare le risposte che volevano ai propri elettori. Quindi, una volta che il decreto sarà convertito in legge, chi avrà diritto alla pensione dovrà obbligatoriamente beneficiare dell'importo stabilito. Le due quote corrispondono a due differenti montanti contributivi che possono essere sommati per giungere al montante totale, il quale viene poi trasformato in rendita dal coefficiente di trasformazione (che varia in base all'età pensionabile). "Il governo non ci ha ascoltati e il decreto varato ieri sera certifica che la parte piu' debole del mercato del lavoro, i lavoratori stagionali della nostra categoria, agricoli e dell'industria alimentare, gia' penalizzati per non avere un contratto a tempo indeterminato sono completamente snobbati dal governo: quota 100 per questi lavoratori e' un miraggio". Salvo ulteriori modifiche al testo, per gli statali il TFR scatterebbe con la soglia fissata dalla Fornero ossia otto anni dopo l'uscita con Quota 100. Questo è in sintesi il contenuto del Decreto con cui, secondo il Vicepremier Salvini, si è cominciato a riformare gradualmente le pensioni di questo Paese per arrivare a un netto superamento della Legge Fornero, ma soprattutto, per arrivare l'anno prossimo all'estensione di Quota 41 a tutti i lavoratori.

Quanto alle prime finestre di uscita per quota 100 pensioni, Durigon ha confermato che saranno ad aprile per i privati e a luglio per gli statali, quanto alle coperture per la riforma pensioni il sottosegretario ha detto "il sistema è ormai definito, sarà molto più esaustivo di quello che era in previsione".

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Lavoratori scuola: chi ha maturato i requisiti, potrà andare in pensione dal 1° settembre, in linea con l'inizio dell'anno scolastico. E poi ha aggiunto che con data retroattiva, presumibilmente dal 1° gennaio 2019, sarà reintrodotta "Ape social e opzione donna". Le donne lavoratrici dipendenti dunque potranno andare in pensione con l'assegno calcolato col contributivo se sono nate entro il 1959 e le lavoratrici autonome se sono nate entro il 1958 purché abbiano 35 anni di contributi.

È precisa la non commutabilità del reddito di pensione con il reddito da lavoro dipendente o autonomo ma con redditi da lavoro occasionale, non superiore 5mila euro, è possibile. Condizioni agevolate entro i 45 anni d'eta' per il riscatto dei periodi di laurea. "Chi ha 38 anni di contributi oggi?" Per i pensionati che vivono sotto la soglia di povertà, invece, è prevista la pensione di cittadinanza.

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