Pubblicato: Lun, Gennaio 07, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Sea Watch può entrare in acque maltesi

Sea Watch può entrare in acque maltesi

L'uomo, però, è stato recuperato con un salvagente e riportato sulla nave.

Dunque, innanzitutto bisogna registrare che la notizia della chiusura dei porti è (e lo è sempre stata) una gigantesca bufala. "La situazione deve essere sbloccata" hanno fatto sapere fonti delle ong. Oggi il capo missione Philip Hahn, attraverso un messaggio diffuso dall'Adnkronos, aveva lanciato l'allarme parlando di una situazione allo stremo. Nelle stesse condizioni si trova anche la Sea Eye, che di persone ne ha tratte in salvo 17. E' questo il commento del vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio. Ancora una volta solo l'Italia viene chiamata in causa. "Mi auguro che la Sea Watch si avvicini al porto di Napoli, perché, contrariamente a quello che dice il Governo, noi metteremo in campo un'azione di salvataggio e la faremo entrare nel porto - ha commentato De Magistris a Radio Crc - Sarò il primo a guidare le operazioni di salvataggio". Non possiamo continuare a cedere a questo ricatto. "Per me nessun bambino con la sua mamma può stare in mare ostaggio dell'egoismo degli Stati europei". Il drammatico appello dei medici a bordo della Sea Watch muove qualcosa. Questa Europa così non va, la cambieremo con le prossime elezioni europee.

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Acqua, riso e regali per i bimbi - Intanto Sea Watch e Mediterranea, nell'ambito dell'Alleanza United4Med, hanno annunciato l'invio di due imbarcazioni da Malta per fornire supporto logistico e materiale alla nave.

Il vicepremier italiano Luigi di Maio ha dichiarato che l'Italia accoglierà le donne e i bambini migranti bloccati da due settimane in mare a bordo delle navi di due Organizzazioni umanitarie tedesche, Sea Watch e Sea Eye. Andreeva ha ricordato che il commissario per le Migrazioni, Dimitri Avramopoulos, "ha telefonato ad alcuni Paesi membri per dare sostegno e per contribuire a questo sforzo per lo sbarco al più presto e in sicurezza" delle 49 persone a bordo delle due imbarcazioni. Inoltre quando si è deciso di chiudere i centri Sprar, che distribuendo su tutto il territorio nazionale il flusso migratorio assicuravano un'accoglienza diffusa, anticamera di una necessaria integrazione, alcune città hanno visto un aumento considerevole di stranieri nei centri Cas e Cara, a gestione ministeriale. "La loro sicurezza e la loro salute non devono essere messe ulteriormente a rischio lasciandoli alla deriva in mare - ha aggiunto - L'umanità e la compassione devono prevalere".

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