Pubblicato: Lun, Gennaio 07, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Fattura elettronica: "L'Italia non è pronta a questa innovazione"

Fattura elettronica:

Lo standard di invio della fattura elettronica prevede infatti l'utilizzo del formato digitale XML (eXtensible Markup Language) che garantisce l'integrità anche al termine dei 10 anni di conservazione sostitutiva, grazie all'utilizzo della firma digitale e della marcatura temporale.

Visto che non bastava il danno, si è aggiunta anche la beffa: l'Agenzia delle Entrate, a seguito delle polemiche scatenate a causa delle segnalazioni di blocchi e rallentamenti, ha pubblicato nella tarda serata del 3 dicembre 2018 un comunicato stampa di smentita.

ROMA Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni dalla sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva. Di vero e proprio "caos fiscale" ha parlato il Codacons, che ha minacciato un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiesto una proroga dei tempi per inviare la documentazione. Le voci sono discordanti e questo lascia presupporre che nella - fase di rodaggio - ci possano essere esperienze individuali ben diverse da determinare giudizi diametralmente opposti.

I problemi tuttavia non riguardano solo gli operatori economici ma anche la stessa Agenzia delle Entrate: il sito è spesso offline ed emettere fattura è tutt'altro che "un click e via".

Il 15 aprile 2019 sarà la data del prossimo appuntamento importante a riguardo: l'Agenzia delle Entrate dovrà trasmettere al Garante per la Privacy una nuova valutazione d'impatto.

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Innanzitutto è bene ribadire un concetto: per tutti i titolari di partita Iva vige l'obbligo della fatturazione elettronica. In altre parole, le operazioni rese a o ricevute da soggetti non residenti nel territorio dello Stato italiano sono esenti dagli adempimenti legati alla fatturazione elettronica. Come spiegato nell'articolo Fatturazione elettronica, tutto quello che c'è da sapere, è opportuno creare fatture elettroniche per i clienti esteri indicando XXXXXXX nel campo codice destinatario insieme con il numero di partita IVA del destinatario con sede in uno Stato dell'Unione Europea oppure OO 99999999999 per i soggetti "extra UE".

Le difficoltà per le imprese sono motivate anche da problemi infrastrutturali: in molte zone d'Italia manca la banda larga, e senza internet è impossibile fare fattura elettronica. Inoltre manca l'adeguamento tecnologico necessario da parte delle micro imprese.

Particolare attenzione bisognerà prestare, poi, alla scelta del software da utilizzare: quello che sottolinea Marco Cuchel è come ad oggi le uniche che sembrano aver avuto benefici dall'avvento del nuovo obbligo sono le case produttrici di programmi gestionali.

Non mancano quelli che si lamentano dell'eccessiva macchinosità del "marchingegno complicatissimo" che renderà difficile, dicono, la vita a chi già fattura tutto mentre non impatterà minimamente sulle vite di evasori e nullafacenti.

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