Pubblicato: Dom, Gennaio 06, 2019
Economia | Di Almiro De Bernardi

Per andare in pensione finestre fino a 6 anni


Per i dipendenti pubblici che matureranno i requisiti a partire da aprile 2019, la finestra sarà invece di sei mesi (sempre tenendo presente che la domanda di collocamento a riposo dovrà essere presentata con sei mesi di anticipo all'amministrazione di appartenenza).

Disco verde anche per una ulteriore possibilità di anticipo dell'uscita con la possibilità per i fondi di solidarietà bilaterali (di imprese e sindacati) di finanziare, volontariamente, la contribuzione mancante per arrivare a quota 100, con uno scivolo aggiuntivo fino a 3 anni. Questo il possibile contenuto, difulgato dall'ANSA, del decreto per la riforma della legge Fornero. Quest'ultimo sarebbe finalizzato a una corresponsione più rapida del trattamento di fine rapporto/servizio. Vale a dire 67 anni per la pensione di vecchiaia, oppure 42 anni e 10 mesi di contributi. Pagare immediatamente le liquidazioni ai dipendenti pubblici avrebbe avuto un costo proibitivo per le casse dello Stato, oltre 7 miliardi di euro, che andrebbero sommati ai 21 miliardi che già costa in tre anni la misura. Insomma, se un dipendente pubblico lasciasse il lavoro a 62 anni di età avendo versato 38 anni di contributi (come previsto da Quota 100), e avesse maturato una liquidazione superiore a 100 mila euro, per avere l'intera cifra dovrebbe aspettare i 70 anni. In questo modo anche chi esce con quota 100 potrà, se vuole, accedere a un prestito (da restituire in cinque anni, con interessi a carico dello Stato) per ottenere subito il Tfs, anziché attendere il raggiungimento dei 67 anni. Confermato anche il congelamento per il pensionamento con l'anzianità contributiva. Che resterà così a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. Siccome lo scatto è già entrato in vigore il primo gennaio, il decreto prevede che la nuova regola venga applicata retroattivamente.

Per il resto il decreto conferma quasi tutte le anticipazioni della vigilia. Pertanto, alla mole di lavoro relativa ai pensionamenti ordinari ed a quelli anticipati, si aggiungerà anche la gestione delle nuove domande di welfare. Il Governo gialloverde lo sa bene.

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Il decreto prevede una sperimentazione per tre anni dell'uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi (quota 100 appunto).

La nuova governance prevede un consiglio di amministrazione composto da quattro consiglieri e dal presidente che sarà nominato dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata su proposta del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro dell'Economia.

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