Pubblicato: Dom, Gennaio 06, 2019
Esteri | Di Evidio Veneziano

Brasile: la sfida di Jair Bolsonaro

Brasile: la sfida di Jair Bolsonaro

"Cambiamo il destino del Paese".

Jair Bolsonaro, considerato fino alle ultime elezioni una figura marginale nel panorama politico nazionale, si è insediato come presidente del Brasile, insieme al suo vice, il generale Hamilton Mourao. Lo ha proclamato il presidente del Senato, Eunicio Oliveira, nel corso della cerimonia solenne nella sede del potere legislativo a Brasilia. Bolsonaro, ad esempio, si è riferito alla questione della sicurezza pubblica, confermando che intende ampliare il "diritto alla legittima difesa".

Al di là delle parole, ci sono i fatti.

In un video amatoriale Alves festeggia il nuovo corso brasiliano lanciando un coro ai militanti: "I maschietti si vestano di azzurro, le femminucce di rosa".

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Poi ci sarebbe il problemino della Costituzione Brasiliana che Bolsonaro ha giurato di rispettare: il nuovo presidente neofascista del Brasile propone di modificare la legge del disarmo con decreto che consentirebbe a tutti i cittadini senza precedenti penali di possedere un'arma, una misura che sarebbe illegale perché un decreto non può cambiare una legge.

Bolsonaro deve però fronteggiare l'opposizione dei Paesi arabi, che hanno minacciato rappresaglie commerciali. Fedele ai temi della sua campagna elettorale -segnata da costanti richiami ai valori conservatori - Bolsonaro ha assicurato che grazie al suo governo il Brasile "sarà liberato dalle restrizioni ideologiche", rispetterà "la sua tradizione giudeo-cristiana" e "combatterà contro l'ideologia di genere", senza "discriminazioni né divisioni".

Il Segretariato nazionale delle politiche per le donne e il Segretariato nazionale per le politiche per la promozione dell'uguaglianza razziale, che aveva uno status ministeriale nei governi di Lula e Dilma, saranno collegati al ministero comandato da Damares Alves.

Ma nel giorno dell'insediamento del presidente di estrema destra, si è fatto sentire anche il leader storico della sinistra brasiliana, Luiz Inacio Lula da Silva (Repubblica). L'Ufficio per la sicurezza istituzionale (Gsi) della presidenza della repubblica ha stimato in circa 115 mila il numero di persone presenti alla cerimonia. Agli Esteri, invece, è andato Ernesto Araujo, acceso sostenitore di Trump e della teoria del "complotto marxista" dietro il riscaldamento globale, noto per aver diretto il Dipartimento per le relazioni con gli Stati Uniti, il Canada e i rapporti interamericani.

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