Pubblicato: Ven, Gennaio 04, 2019
Sportivo | Di Concetto Furlan

Supercoppa, tutta l'ira di Salvini: "Giocarla in Arabia è una schifezza"

Supercoppa, tutta l'ira di Salvini:

A poche ore dal terremoto mediatico provocato dalla notizia, il presidente della Lega di Serie A ha così voluto rispondere pubblicamente per difendere la scelta di giocare la finale in Arabia Saudita: "Il sistema calcio non può assurgere ad autorità sui temi di politica internazionale, né può fare scelte che non rispettino il sistema Paese - si legge nella nota pubblicata dalla Lega - Al contrario, è un fondamentale supporto alla promozione del made in Italy e dei suoi valori". Ogni tifoso potrà acquistare un solo biglietto e il relativo visto elettronico per l'Arabia Saudita, anch'esso a pagamento: è necessario registrarsi sul sito e poi selezionare la categoria di biglietti desiderata, considerando che, appunto, il settore "singles" è riservato ai soli uomini, mentre quello "families" è aperto anche alle donne. Dello stesso tenore il commento della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: "Supercoppa italiana Juve-Milan in Arabia Saudita. Juventus e Milan si oppongano a questa vergogna", conclude Grimoldi. In poche parole le donne potranno andare allo stadio solo se accompagnate. "Ma stiamo scherzando? I signori del #calcio vendano pure i diritti delle partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!". Però prima della partite della serie A ITALIANA non vorremmo più vedere bambini (soprattutto bambine) e calciatori con magliette buoniste o slogan tipo 'Respect'. La scelta di portare il calcio in aree che differiscono per cultura e per tipologie di governo non è una decisione solo italiana, ma ha altri esempi internazionali poichè lo sport ha sempre più bisogno di platee globali per crescere. A far indignare il ministro dell'Interno e l'ex presidente della Camera, nello specifico, era il divieto imposto alle donne di recarsi allo stadio senza un accompagnatore maschio.

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Quanti pistolotti abbiamo letto negli ultimi anni sulle discriminazioni, sul razzismo e sui messaggi che dovrebbe lanciare il calcio? "Anche Lo sport deve essere veicolo dei diritti!". Venire meno a questi principi cristallizzati anche nella nostra Costituzione - ha concluso Spadafora - significherebbe perdere molto più che una finale.

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